Omicidio Sacchi: slitta il confronto tra Del Grosso e De Propris

Si allungano di due mesi i tempi del processo per l'omicidio del personal trainer

luca sacchi

Si allungano i tempi del processo per l’omicidio di Luca Sacchi. Quando la sentenza sembrava ormai vicina, nel corso dell’udienza di oggi in tribunale a Roma, la corte d’assise ha dovuto riscrivere il calendario del processo spingendolo oltre di quasi due mesi rispetto a quanto inizialmente previsto, fino a ridosso del Natale, il 20 dicembre, giorno durante il quale, salvo ulteriori complicazioni, la corte d’assise si riunirà in consiglio per la sentenza. Le richieste avanzate dalle difese nell’udienza del 16 giugno scorso, l’ultima prima della pausa estiva, sono state accolte dal presidente della corte d’assise ma per soddisfarle è stato necessario cancellare tutte le udienze previste a settembre, fissarne una per ottobre al solo scopo di conferire incarichi, per poi calendarizzarne altre a partire dalla seconda settimana di novembre.



Un salto in avanti della data della sentenza da non poco se si considera che, già venerdì prossimo, era prevista la requisitoria e le richieste della procura facendo ipotizzare la sentenza per i primi 10 giorni di ottobre. Le richieste riguardano l’acquisizione agli atti processuali delle intercettazioni ambientali registrate in carcere durante le conversazioni tra Valerio Del Grosso, l’esecutore materiale dell’omicidio, il padre ed altri detenuti del carcere di Rebibbia in cui era ristretto. Ben 92 dvd contenente materiale definito “inesplorato” ma che dovrà essere trascritto da un perito, il quale dovrà però prima giurare (l’8 ottobre) e che chiederà 30 giorni di tempo per la perizia, arrivando, quindi, alla data 12 novembre per essere esaminato.

Il 16 novembre, invece, è previsto il faccia a faccia che si sarebbe dovuto svolgere oggi tra Valerio del Grosso, che ha sparato a Luca Sacchi, e Marcello de Propris, che gli ha fornito l’arma, imputati insieme a Paolo Pirino, Armando De Propris e la fidanzata della vittima Anastasiya Kylemnyk, che deve rispondere della compravendita della droga , ma che è anche parte lesa per essere stata aggredita durante la rapina diventata poi l’omicidio di Sacchi. Il faccia a faccia tra i due è stato chiesto dall’avvocato di Marcello De Propris quando, nel corso del suo esame, Del Grosso ha negato che la pistola gli fosse stata data da De Propris, che gli aveva fornito anche le munizioni, per compiere la rapina. Dal canto suo De Propris ha sempre sostenuto di aver consegnato l’arma a Del Grosso scarica e al solo scopo di venderla.



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