Omicidio Taliercio, Mattarella: “Coscienze restano turbate dalla crudeltà dei brigatisti”

Queste le parole del presidente della Repubblica per ricordare l'omicidio del dirigente della Montedison

mattarella

“Sono trascorsi quarant’anni anni dall’omicidio di Giuseppe Taliercio, e ancora le coscienze restano profondamente turbate dalla crudeltà dei brigatisti, dalle loro deliranti motivazioni, dalla disumanità di quel lungo, drammatico sequestro che precedette l’assassinio e che divenne nei fatti una spietata tortura”. Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per ricordare l’omicidio del dirigente della Montedison. “In questo giorno di memoria la Repubblica esprime vicinanza e solidarietà anzitutto alla famiglia, che ha affrontato con dignità il dolore più indicibile ed è stata capace di testimoniare, nella sofferenza, i principi più alti che fondano la convivenza civile e che consentono alla comunità di guardare avanti con rinnovata speranza”, prosegue il capo dello Stato che sottolinea come “il Paese ha superato la stagione del terrorismo e dell’eversione proprio grazie ai valori che sono radicati nel suo popolo e nella sua civiltà, valori che la Costituzione ha posto al centro della vita sociale e che, di fronte agli attacchi più duri e sanguinosi, sono stati sempre difesi con spirito di unità”.



“Giuseppe Taliercio – continua Mattarella – era direttore del petrolchimico della Montedison di Porto Marghera. I terroristi lo scelsero e lo uccisero per il ruolo che ricopriva. Non ebbero considerazione della sua umanità, come per altre vittime innocenti. La mitezza e l’integrità morale di Giuseppe Taliercio, espresse anche nei giorni angoscianti del sequestro, diedero però al suo martirio una valenza, se possibile, emblematica dell’insensatezza dell’azione armata e dell’ideologia che sosteneva tale violenza. La Repubblica – conclude – non può dimenticare anche perché da questi testimoni, e dai sacrifici di tante persone, è venuta la spinta decisiva per sconfiggere il terrore e per ricostruire ancora il tessuto della solidarietà, della libertà, della democrazia”.

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