Onu: in Corea del Nord vecchi e bambini rischiano di morire di fame

E' l'avvertimento lanciato dal relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani, Ojea Quintana

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La crisi dell’approvvigionamento alimentare e le ricadute dell’emergenza pandemica mettono a repentaglio l’incolumità di anziani e bambini in Corea del Nord. E’ l’avvertimento lanciato dal relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani, Ojea Quintana, in un rapporto sulle sanzioni alla Corea del Nord pubblicato questo mese. La grave carenza di fertilizzanti e altri prodotti per uso agricolo che affligge la Corea del Nord, unita ai danni causati dal maltempo lo scorso anno, hanno compromesso la giù precaria sicurezza alimentare nel Paese: il rapporto ricorda che già prima della pandemia circa il 40 per cento della popolazione nordcoreana era vittima dell’insicurezza alimentare, e afferma che il brusco aumento dei costi degli alimenti ha fatto aumentare ulteriormente tale percentuale. Nel documento, Quintana chiede un allentamento delle misure sanzionatorie a carico di Pyongyang in considerazione della preoccupante situazione umanitaria nel Paese.



Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, è tornato a ribadire la necessità di migliorare le condizioni di vita dei cittadini nordcoreani nel contesto della crisi alimentare che attanaglia il Paese. Kim ha tenuto un discorso lunedì 11 ottobre, in occasione del 76mo anniversario della fondazione del Partito del lavoro nordcoreano. Il discorso sarebbe il primo tenuto da Kim per l’occasione da quando è divenuto leader supremo della Corea del Nord, nel 2011. In un rapporto inviato alle Nazioni Unite all’inizio del 2021, la Corea del Nord ammette di aver scontato la peggior crisi alimentare da un decennio a questa parte. Di recente Pyongyang sembra non aver importato derrate alimentari dalla Cina e dalla Russia, i suoi principali partner commerciali.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato di aver inviato materiale sanitario alla Corea del Nord per la diagnosi e il trattamento della Covid-19. Le forniture sono state inviate dal porto cinese di Dalian, un segnale che Pyongyang potrebbe aver deciso di allentare i rigidissimi controlli ai confini varati a seguito della pandemia. La chiusura dei confini decretata da Pyongyang all’inizio dello scorso anno, incluso il collegamento marittimo tra i porti di Dalian e Nampo, ha arrestato gran parte dei flussi commerciali con l’estero, ed ha ostacolato l’ingresso di materiale e forniture mediche nel Paese. L’invio delle forniture è stato annunciato dall’Oms nel suo rapporto settimanale, che fornisce aggiornamenti in merito alla situazione epidemiologica globale e alle misure preventive adottate dall’organizzazione. Dal momento che il rapporto fa riferimento al periodo compreso tra il 20 e il 26 settembre, le forniture – di carattere imprecisato – sono state probabilmente inviate al Nord il mese scorso.



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