Onu: in Etiopia almeno 108 civili uccisi nei raid aerei dall’inizio di gennaio

Carenza di cibo e finanziamenti, Pam sospende operazioni umanitarie nel Tigrè

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Almeno 108 civili sono stati uccisi in attacchi aerei nella regione del Tigrè, in Etiopia, dall’inizio di gennaio. È quanto affermato dl portavoce dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr), Liz Throssell. “Secondo quanto riferito, almeno 108 civili sono stati uccisi e altri 75 feriti dall’inizio dell’anno a causa di attacchi aerei presumibilmente effettuati dall’aviazione etiope”, ha detto il portavoce parlando alla stampa a Ginevra. All’inizio di questa settimana le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite hanno sospeso le operazioni nel Tigrè settentrionale, dove decine di persone sono state uccise in una serie di raid aerei avvenuti nelle ultime settimane. “Le continue minacce di attacchi di droni non hanno lasciato loro altra scelta che interrompere le attività”, ha affermato l’Agenzia delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) in una nota. Gli operatori umanitari durante il fine settimana hanno affermato che 56 persone sono state uccise e altre decine sono rimaste ferite in un attacco aereo avvenuto su un campo di accoglienza per sfollati nella città di Dedebit, nell’area nord-orientale della regione del Tigrè. Secondo quanto riferito dall’emittente “Sky News” citando fonti umanitarie locali, il raid avrebbe provocato anche il ferimento di una trentina di altri sfollati. Il campo colpito si trova non lontano al confine con l’Eritrea.



In precedenza il portavoce del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf), Getachew Reda, aveva accusato le Forze di difesa eritree (Edf) di essere collegate ai nuovi attacchi avvenuti nella regione del Tigrè, in Etiopia. Secondo quanto denunciato da Reda, le truppe eritree hanno lanciato attacchi contro i tigrini nel Tigrè settentrionale, vicino al confine tra Eritrea ed Etiopia, provocando massicce perdite di civili innocenti. “Ieri (sabato) l’esercito eritreo ha lanciato nuovi attacchi contro le nostre forze a Sigem Kofolo e AfiTsetser, situati nel Tigrè nordoccidentale vicino alla città di Sheraro. L’ultimo attacco è un’estensione della sua aggressione (eritrea) contro la popolazione del Tigrè. Segnala anche il disprezzo sfacciato del regime nei confronti del diritto internazionale”, ha affermato il portavoce.

Il Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia (Unicef) si è nel frattempo detto indignato per i recenti attacchi aerei sui campi per sfollati interni e rifugiati nel Tigrè avvenuti il 5 e 7 gennaio scorsi che hanno lasciato decine di civili – compresi i bambini – uccisi e molti altri feriti. “I campi per rifugiati e gli insediamenti per sfollati interni, comprese le scuole che ospitano bambini e famiglie sfollate e le strutture essenziali che forniscono loro servizi umanitari, sono obiettivi civili. Non rispettarli e non proteggerli dagli attacchi può costituire una violazione del diritto internazionale umanitario”, ha affermato in una nota la direttrice generale dell’Unicef, Henrietta Fore, rinnovando il suo appello per un’immediata cessazione delle ostilità. “Esortiamo tutte le parti in conflitto a costruire sui segnali iniziali di progresso delle ultime settimane, di rispettare i diritti umani internazionali, il diritto umanitario e sui rifugiati, di facilitare l’accesso umanitario e di proteggere i bambini dai pericoli”, ha aggiunto.



Carenza di cibo e finanziamenti, Pam sospende operazioni umanitarie nel Tigrè

Il Programma alimentare mondiale (Pam) ha annunciato l’imminente sospensione delle sue operazioni di assistenza alimentare salvavita nel nord dell’Etiopia a causa degli intensi combattimenti che hanno bloccato il passaggio di carburante e cibo. A causa dell’escalation del conflitto nel nord Etiopia, si legge in un comunicato, nessun convoglio del Pam ha raggiunto Macallè dalla metà di dicembre. Sono ora terminati gli stock di cibo nutritivo rafforzato per la cura della malnutrizione di bambini e donne e le ultime quantità di cereali, legumi e olio verranno distribuite la settimana prossima. “Ci troviamo ora nella condizione di dover scegliere chi rimarrà senza cibo e questo per sfamare chi è in condizioni peggiori e potrebbe morire per la fame”, ha detto Michael Dunford, direttore regionale del Pam per l’Africa orientale. “Abbiamo bisogno di garanzie immediate da tutte le parti coinvolte nel conflitto per corridoi umanitari sicuri, attraverso tutte le strade nel nord dell’Etiopia. Il flusso dei rifornimenti umanitari non va semplicemente avanti con la rapidità e l’entità di cui ci sarebbe bisogno. La mancanza sia di cibo che di carburante vuol dire che siamo riusciti a raggiungere soltanto il 20 per cento di quanti avremmo dovuto raggiungere in quest’ultima distribuzione nel Tigrè. Siamo a un passo dal disastro umanitario”, ha aggiunto.

A più di un anno dall’inizio del conflitto nel nord dell’Etiopia, si stima che 9,4 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria. Si tratta di un aumento di 2,7 milioni di persone in appena quattro mesi, il numero più alto finora raggiunto. Allo stesso tempo, a causa dei combattimenti, le distribuzioni di cibo sono al loro minimo. Il Pam prevede di raggiungere 2,1 milioni di persone con assistenza alimentare in Tigrè, 650 mila nell’Amhara e 534 mila nella regione di Afar. Inoltre, l’agenzia Onu avverte che dal mese prossimo potrebbe esaurire i rifornimenti alimentari e nutritivi per milioni di persone in tutta l’Etiopia a causa di una mancanza senza precedenti di finanziamenti. Il Pam ha bisogno di ulteriori 337 milioni di dollari per portare avanti la risposta di assistenza alimentare di emergenza nel nord dell’Etiopia e 170 milioni di dollari per raggiungere nei prossimi sei mesi quanti sono colpiti da una forte siccità nella Regione dei somali.

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