Operazione “Crazy cars”, in manette nove persone per ricettazione di auto rubate

Scoperto dalla Polizia si Stato di Latina un vero e proprio sistema rodato per la ricettazione di auto rubate

crazy cars

Un vero e proprio sistema rodato per la ricettazione di auto rubate, dalla ricerca dei veicoli anche fuori dal territorio di residenza fino alla trattativa con gli acquirenti. Questa mattina, alle prime luci dell’alba, la polizia di Stato di Latina ha effettuato 9 arresti nel corso dell’operazione Crazy cars. A finire in manette, A.F. (classe 1981), attualmente irreperibile in Germania, V.M. (classe 1962), I.M. (classe 1993), M.C. (classe 1985), L.S. (classe 1980) e A.A. (classe 1986), nonché alla misura degli arresti domiciliari nei confronti di C.G. (classe 1975), A.M. (classe 1959) e D.P.M.(classe 1990). Si tratta si un sistema, come dimostrato dalla indagini della polizia di Stato, sistematico di immissione in città delle auto rubate, anche modalità di acquisizione di profitto in modo estorsivo al fine di silenziare un rivenditore che pretende il pagamento di quanto dovuto. Non manca poi l’investimento dei proventi in immobili, conti correnti ed attività di intestatari fittizi. L’indagine coordinata dal Sostituto Procuratore Giuseppe Miliano, è nata dalla denuncia querela sporta da un rumeno che aveva trovato un proiettile inesploso sulla porta d’ingresso di casa.



Secondo le indagini, l’intimidazione aveva l’obiettivo di costringere l’uomo a vendere la propria auto a M.C., rinunciando al compenso pattuito di circa 20.000 euro, che la vittima avrebbe ricavato dall’incasso di 4 assegni di 5.000 euro ciascuno, grazie anche la complicità di I.M. e L.S.. In particolare, I.M., oltre perseguitare la vittima con telefonate minatorie per farsi restituire i 4 assegni bancari, in una circostanza, su incarico di M.C., ha avvicinato il rumeno per strada gli ha mostrato una pistola per intimorirlo; L.S., invece, ha costretto l’uomo a scrivere una falsa attestazione con la quale dichiarava di aver ricevuto il pagamento di 17.500 euro da parte di M.C. per la vendita della Mercedes, e facendosi anche consegnare 600 euro “per il disturbo”.

Grazie alle intercettazioni telefoniche, inoltre, è emerso come C.G., titolare di una rivendita di auto e moto, con la complicità di A.F. e V.M. ricettavano autovetture rubate: in una occasione ricevono a Napoli, da persone rimaste ignote, quattro auto di media cilindrata, scoperte poi rubate; C.G., A.F. e V.M. nascondevano le auto per poi venderle ad ignari clienti sul territorio di Latina e provincia. Si è sviluppato un ulteriore filone d’indagine secondo il quale A.A., attraverso A.M. e D.P.M., suoi stretti familiari, gestiva di fatto alcune società di compravendita auto, con una rivendita commerciale in periferia di Latina. Nel corso dell’operazione è stato eseguito il decreto di perquisizione personale e domiciliare emesso a carico degli indagati, ed il decreto di sequestro preventivo di società, conti correnti, beni mobili ed immobili riconducibili alla famiglia A., di un valore superiore a 2 milioni di euro, secondo gli accertamenti patrimoniali svolti dalla Questura di Latina.



Durante le perquisizioni sono stati trovati e sequestrati nella disponibilità di A.A. 5 orologi Rolex, un orologio Cartier e circa 50.000 euro in contanti. Nel corso delle altre perquisizioni sono stati trovati, a casa di I.M. circa 150 grammi di marjuana, materiale per il confezionamento ed un bilancino di precisione debitamente sottoposti a sequestro; inoltre, presso l’abitazione di G.M.M. (classe 91), non destinatario di misura cautelare, è stata trovata una pistola calibro 6.35 con matricola abrasa, sottoposta a sequestro. I.M. e G.M.M. sono stati tratti in arresto in flagranza di reato ed associati presso la locale Casa Circondariale a disposizione del Pm di turno di Latina.

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