Orban: “In Ungheria se ne va la pandemia e ritorna il problema dell’immigrazione”

E' questa la valutazione del primo ministro che ha parlato questa mattina all'emittente "Kossuth Radio"

Ungheria-Orban

In Ungheria se ne va la pandemia di coronavirus ma ritorna il problema dell’immigrazione. E’ la valutazione del primo ministro, Viktor Orban, che ha parlato questa mattina nel suo consueto intervento del venerdì all’emittente “Kossuth Radio”. “I migranti bussano ai cancelli d’Europa”, ha detto. L’anno scorso gli attraversamenti illegali del confine meridionale del Paese sono stati in tutto circa 10 mila. Quest’anno siamo già a 38 mila. A detta del premier, Budapest dovrebbe inasprire la sua posizione. “Non dobbiamo solo respingere l’immigrazione illegale. A causa della pandemia i flussi migratori sono particolarmente pericolosi. Dovremmo impedire ogni immigrazione per due anni”, ha dichiarato Orban. “Non esistono migrazioni buone”, ha continuato. Il tema sarà tra quelli oggetto di una nuova consultazione nazionale presto sottoposta ai cittadini ungheresi. A proposito di ripresa economica, Orban ha detto che dopo la crisi l’economia mondiale e quella europea resteranno diverse da quello che erano prima del Covid-19. Ci saranno grossi cambiamenti e dobbiamo essere pronti a nuove epidemie.



Orban ha parlato anche di calcio, in particolare dei campionati europei che prendono il via oggi, ma ha anche fatto riferimento a una recente amichevole tra Ungheria e Irlanda a proposito di una questione che definisce “ideologica”, ovvero quella dei giocatori che si inginocchiano come gesto di adesione alla lotta contro il razzismo. Il gesto, secondo il primo ministro, è “alieno alla cultura ungherese”. “Non lo condivido per niente” e “non c’è spazio” per queste dimostrazioni in campo. “Lo sport riguarda altro” e nel contesto ungherese inginocchiarsi è atteso solo in tre casi, “davanti a Dio, per la patria e se stai chiedendo a qualcuno di sposarti”. Dai calciatori ci si aspetta “non che si inginocchino ma che giochino e vincano”, ha continuato Orban. Il gesto è stato inventato dai Paesi che hanno un passato schiavistico e “il fardello del passato deve essere elaborato dalle nazioni medesime”.

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