Pakistan: il governo annuncia accordo per il cessate il fuoco con i talebani locali

Il ministro dell'Informazione: "Le due parti hanno avviato colloqui in linea con la Costituzione"

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Il governo del Pakistan ha raggiunto un accordo per il completo cessate il fuoco con il gruppo Tehreek-i-Taliban Pakistan (Ttp), il ramo locale del movimento dei talebani. Lo ha annunciato il ministro dell’Informazione Fawad Chaudhry, secondo cui le due parti hanno avviato colloqui “in linea con la Costituzione” e il cessate il fuoco potrebbe essere esteso a seconda dei progressi nei negoziati. “Durante i colloqui saranno considerate la sovranità dello Stato, la sicurezza nazionale, la pace e la stabilità economica e sociale”, ha aggiunto Chaudhry, precisando che l’avvio del dialogo è stato facilitato dal nuovo governo dell’Afghanistan a guida talebana. Era stato il primo ministro Imran Khan poco meno di un mese fa a rendere nota l’esistenza di contatti con il Ttp.



“Ci sono diversi gruppi che formano il Ttp e alcuni di loro vogliono parlare con il nostro governo per raggiungere la pace. Noi stiamo dialogando con loro. Si tratta di un processo di riconciliazione”, aveva affermato il capo dell’esecutivo di Islamabad in un’intervista al portale turco “Trt World”. Contro l’accordo con i talebani pachistani si è tuttavia già schierato il presidente del Partito popolare pachistano (Ppp, principale forza dell’opposizione), Bilawal Bhutto-Zardari, secondo cui il processo di riconciliazione portato avanti da Khan “manca di legittimità” poiché non ha coinvolto il parlamento. Il governo, ha osservato, “non può prendere decisioni unilaterali quando si tratta di questioni come l’Afghanistan, i colloqui con il Ttp e gli accordi con Tehreek-i-Labbaik Pakistan”, il partito islamista su cui proprio ieri l’esecutivo a deciso di rimuovere il bando in vigore dallo scorso aprile.

Il Pakistan è considerato dagli osservatori il Paese più vicino ai talebani afgani, ma da due decenni è costretto a fronteggiare l’insorgenza del ramo pachistano del movimento (che ha una leadership, una struttura e un’agenda diversa rispetto al gruppo ora al potere a Kabul). Secondo fonti citate dal quotidiano “Dawn”, i colloqui tra le due parti sono stati “diretti, faccia a faccia” e si sono tenuti per due settimane nella provincia di Khost, nel sud-ovest dell’Afghanistan, con l’obiettivo di giungere a una tregua in tutto il Paese e al rilascio di alcuni militanti del Ttp da parte delle autorità pachistane. Non è chiaro quale sia il numero di miliziani che saranno liberati dal Pakistan, ma secondo le fonti si tratterebbe di almeno una ventina di combattenti, nessuno di essi con ruoli dirigenziali. “La tregua entrerà in vigore non appena i prigionieri saranno liberati”, spiegano ancora le fonti di “Dawn”. A mediare tra le parti sarebbe stato in particolare il ministro dell’Interno del governo talebano di Kabul, Sirajuddin Haqqani.



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