Pakistan: rimuove un poster religioso, direttore di una fabbrica torturato e ucciso

Accade frequentemente nel Paese che la folla aggredisca individui accusati di blasfemia

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Gli impiegati di una fabbrica di abbigliamento a Sialkot, nell’est del Pakistan, hanno torturato e ucciso il loro capo srilankese accusato di blasfemia, dando infine fuoco al corpo della vittima. Lo ha reso noto il portavoce del governo provinciale, Hassan Khawar, precisando che le autorità hanno identificato e arrestato 50 persone dopo il crimine. Secondo le autorità, dietro l’ira della folla vi sarebbe la decisione del dirigente di rimuovere un poster con versetti religiosi.



Accade frequentemente in Pakistan che folle di persone aggrediscano individui accusati di blasfemia, reato che in alcuni casi viene punito con la pena di morte. L’uccisione odierna è stata condannata da Tahir Ashrafi, consigliere del primo ministro Imran Khan per l’armonia interreligiosa. “È stato un atto barbarico, contrario agli insegnamenti dell’Islam.

Condivido il dolore del popolo dello Sri Lanka e della famiglia della vittima, assicurando che i colpevoli saranno portati davanti alla giustizia”, ha affermato Ashrafi in un video-messaggio condiviso sui social.



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