Papa Francesco: “E’ importante liberare
il sacro dai legami con il denaro”

Le parole del Pontefice all'Angelus, commentando il Vangelo di oggi in piazza San Pietro

Papa Francesco all’Angelus, commentando il Vangelo di oggi e l’episodio della vedova che lascia tutti i suoi averi nel Tempio, ha sottolineato: “Quanto è importante liberare il sacro dai legami con il denaro. Ma, allo stesso tempo, Gesù loda il fatto che questa vedova getta nel tesoro tutto ciò che ha. Non le rimane niente, ma trova in Dio il suo tutto”. Bergoglio ha sottolineato come Gesù la indica come maestra di fede: “Lei non frequenta il Tempio per mettersi la coscienza a posto, non prega per farsi vedere, non ostenta la fede, ma dona con il cuore, con generosità e gratuità”. Papa Francesco ha sottolineato come “le sue monetine hanno un suono più bello delle grandi offerte dei ricchi, perché esprimono una vita dedita a Dio con sincerità, una fede che non vive di apparenze ma di fiducia incondizionata”.



L’appello del Santo Padre, dopo la recita dell’Angelus, affinché ritorni la pace in Etiopia: “Seguo con attenzione le notizie che giungono dal Corno d’Africa – ha detto – in particolare dall’Etiopia, scossa da un conflitto che si protrae da più di un anno, che ha causato numerose vittime e una grave crisi umanitaria. Invito tutti alla preghiera per quelle popolazioni così duramente provate – ha continuato Bergoglio – e rinnovo l’appello affinché prevalgano la concordia fraterna e la via pacifica del dialogo”. Il Papa ha quindi concluso: “Assicuro la mia preghiera anche per le vittime provocate dall’incendio in Sierra Leone“.

Papa Francesco, commentando il vangelo di oggi a piazza San Pietro, prima della recita dell’Angelus ha invitato i fedeli a “non basare la vita sul culto dell’apparenza, dell’esteriorità, sulla cura esagerata della propria immagine”. Il pontefice ha evidenzia la necessità di non “piegare la fede ai nostri interessi. Quegli scribi – ha spiegato Bergoglio commentando il passo del Vangelo che narra lo sfruttamento degli scribi e i confronti delle vedove – coprivano, con il nome di Dio, la propria vanagloria e, ancora peggio, usavano la religione per curare i loro affari, abusando della loro autorità e sfruttando i poveri”.



Francesco ha spiegato che l’insegnamento di tale episodio è valido in ogni tempo e in ogni ambito: “Chiesa e società: mai approfittare del proprio ruolo per schiacciare gli altri, mai guadagnare sulla pelle dei più deboli. E vigilare, per non cadere nella vanità, perché non ci succeda di fissarci sulle apparenze, perdendo la sostanza e vivendo nella superficialità. Chiediamoci: in quello che diciamo e facciamo, desideriamo essere apprezzati e gratificati oppure rendere un servizio a Dio e al prossimo, specialmente ai più deboli? Vigiliamo sulle falsità del cuore, sull’ipocrisia, che è una pericolosa malattia dell’anima”, ha detto Francesco.

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