Partecipate: ok in Aula a indirizzi per nomine

Gualtieri: "La delibera è un passaggio importante, mancavano dal 1997"

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È stata approvata dall’Assemblea capitolina la delibera che detta indirizzi nel processo di nomina o revoca di dirigenti nelle aziende e società partecipate del Campidoglio. L’atto – licenziato in Aula Giulio Cesare, con 26 voti favorevoli, nessun contrario e 12 astenuti – prevede tra le altre cose che si possa procedere ad avvisi pubblici per la scelta dei rappresentanti di Roma Capitale nelle partecipate e che sia istituito un elenco unico generale, aggiornato ogni anno, che raccolga i curricula di tutti coloro che si siano candidati per un ruolo dirigenziale e siano risultati idonei. Tra i requisiti per chi si candida la delibera indica che l’accesso a tali cariche sarà vietato a chi ha rapporti di parentela fino al terzo grado con il sindaco, gli assessori e i consiglieri capitolini, e indica nelle scelte dell’amministrazione capitolina una preferenza per il rispetto dell’equilibrio di genere nella composizione delle squadre dirigenziali. La delibera “è un passaggio importante” perché “dal 1997 non venivano approvati degli indirizzi sulle nomine nelle partecipate. Da qui l’esigenza di dare indirizzi chiari e conformi. Attraverso questi indirizzi si vogliono valorizzare i principi di trasparenza e merito. L’amministrazione provvederà a dare adeguata informazione circa la scadenza degli organi degli enti sulla pagina del sito dedicata alle società partecipate del gruppo Roma Capitale”, ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo nel corso della seduta dell’Assemblea capitolina.



L’atto “consentirà ai soggetti interessati – ha aggiunto Gualtieri – di presentare direttamente la propria candidatura, fermo restando la possibilità delle amministrazioni di pubblicare un avviso ad hoc. I curricula saranno inseriti in un elenco unico generale dal quale sarà possibile attingere per individuare i profili per i requisiti di volta in volta richiesti. Si tratta di un elenco aperto aggiornato almeno una volta all’anno. Nell’effettuare le nomine – ha sottolineato il sindaco – intendiamo rispettare la parità di genere perseguendone l’equilibrio. Nelle nomine viene dato il giusto peso al curriculum, alle abilitazioni professionali, alle attività di ricerca. La qualità dei profili coinvolti sarà il metro di giudizio che dovrà orientare le nostre scelte”. Nel corso della discussione c’è stato un disguido: la maggioranza ha approvato un emendamento della Lega, a prima firma di Fabrizio Santori, che cancellando la parola “eventuale” al comma 1 dell’articolo 3 del documento avrebbe obbligato l’amministrazione capitolina a indire avvisi pubblici per ogni nomina dirigenziale. La maggioranza, indotta in errore dal parere favorevole espresso dagli uffici per una disattenzione, aveva approvato la modifica. Successivamente a seguito di una lunga conferenza dei capigruppo si è deciso di votare nuovamente l’emendamento in questione, che così è stato respinto. La capogruppo del Pd, Valeria Baglio, ha ringraziato le opposizioni per aver compreso e aver manifestato apertura consentendo di votare nuovamente l’emendamento.

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