Corte spagnola: “Obbligo di restare a casa durante l’emergenza era incostituzionale”

La sentenza è stata approvata con sei voti a favore e cinque contrari

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Per la Corte costituzionale spagnola l’articolo del decreto dello stato di emergenza imposto dal governo, che imponeva alla popolazione di non uscire di casa per contenere la pandemia del coronavirus, era incostituzionale.



Secondo la Corte, che si è pronunciata dopo varie settimane di dibattito, l’intensità delle restrizioni imposte dal governo all’inizio della pandemia superava ciò che poteva essere concesso sotto l’ombrello giuridico dello stato di emergenza. La sentenza è stata approvata con sei voti a favore e cinque contrari.

Il voto decisivo è stato quello della vicepresidente, Encarnacion Roca, eletta su proposta del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe), che in questa occasione ha appoggiato la tesi difesa dai togati conservatori. Dall’inizio della pandemia, tra i costituzionalisti è sorto un dibattito dottrinale sulla necessità o meno di dichiarare lo stato di emergenza nei casi di sospensione dei diritti fondamentali. Se alcuni giudici ritenevano lo stato di emergenza un ombrello giuridico sufficiente per limitare l’esercizio di alcuni dei diritti fondamentali, tra i quali la libertà di movimento, per altri l’obbligo di restare in casa era una misura che eccedeva questa copertura legale.



La Corte costituzionale ha così accolto, parzialmente, il ricorso che era stato presentato dal partito di estrema destra Vox, respingendo la parte relativa alla limitazione delle attività economiche che avrebbe aperto la porta ai ricorsi di imprese e società nei confronti dello Stato.

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