Per la seconda estate in pandemia i romani scelgono mete italiane per vacanze “assicurate”

La primavera “autorizza” i primi sogni di vacanza estiva che possa compensare le delusioni della stagione invernale

settembre vacanza

Nuove assicurazioni e scelte quasi tutte nei confini italiani caratterizzeranno la seconda “estate Covid” per romani e, più in genere, per gli italiani. Il sole primaverile “autorizza” i primi sogni di vacanza estiva che possa compensare le delusioni di quella invernale che, a causa delle restrizioni, è stata inesistente. Le aspettative, quindi, sono alte ma ci si deve confrontare con una realtà turistica ancora tutta da definire. “Il 90 per cento dei laziali resterà in Italia ed in particolare in Puglia, Calabria e Sardegna”. E’ la stima fatta da Samanta della Summerland Travel di Roma la quale sostiene anche che il 10 per cento che uscirà dai confini nazionali rimarrà comunque nel bacino del Mediterraneo”. A preferire le mete più esotiche sono i residenti del centro nord Italia, e lo dimostra il fatto che tutti i “voli charter per oltreoceano, o comunque a medio e corto raggio, partono tutti o da Malpensa o da Bologna” dove evidentemente si concentrano le prenotazioni.



Ma come ci si regola in vista della seconda estate con il Covid e il rischio che la “positività” di un familiare possa far saltare i piani della partenza? La soluzione sembra essere l’assicurazione. Quindi la vacanza costerà almeno il 5 per cento in più, tanto costo di una assicurazione che, dato “l’elevato rischio, le compagnie hanno fatto scattare dal 3.5 per cento degli anni precedenti, al 5 per cento. Come politica dell’agenzia -dice Samanta-, abbiamo scelto di farla rientrare nel prezzo complessivo per le prenotazioni di aprile”. Anche Barbara, dell’agenzia Cardelli Viaggi di Marino sottolinea i momenti di incertezza ma mette a fuoco i punti che, almeno per il momento, sembrano fissi. “L’unica destinazione che al momento è certificata ‘Covid free’ sono le Canarie ma molte altre, quasi tutto il bacino del Mediterraneo, è in attesa di avere la stessa attestazione. Io – sostiene Barbara che è anche la titolare dell’agenzia- consiglio ai miei clienti di restare in Italia, non solo per un fatto di sicurezza, ma soprattutto per sostenere le strutture turistiche italiane”.

L’incertezza è palpabile e gli stessi Tour operator che in questo periodo dell’anno rifornivano le agenzie di opuscoli e cataloghi, quest’anno hanno cambiato sistema. “Niente più carta – dice Barbara – ma solo cataloghi on line che possono essere modificati a seconda delle necessità. Un aspetto questo che cambia il nostro modo di lavorare. Credo che anche quest’anno la scelta sarà forte per le case vacanze. Per i pacchetti che prevedono strutture, invece, conterranno già una assicurazione che copre non solo la vacanza che salta, ma anche l’eventuale spesa per la quarantena a cui ci si deve sottoporre in caso di positività riscontrata nel corso della vacanza stessa”. Un momento di forte incertezza ma che “una volta stabilito il protocollo sanitario per le strutture turistiche, sarà tutto un po’ più chiaro”.



Sono piccoli movimenti, appena percettibili, ma sono il segnale di una speranza di ripresa del settore turistico. “Il 3 aprile parte il primo volo di turisti verso le Canarie – dice ad “Agenzia Nova” Antonella Magnasco, sales quality manager di Veratour – L’ultimo volo è partito a ottobre dello scorso anno sempre per le Canarie. Significa che per sei mesi non abbiamo movimentato nessun turista” questo nonostante la Veratour sia leader nel panorama del tour operating. “Al momento le richieste di prenotazione sono limitate ai villaggi in Italia e in tono minore anche Spagna e Grecia ma i numeri ai quali eravamo abituati erano ben diversi; oggi siamo al 15 per cento delle prenotazioni che avevamo nello stesso periodo di due anni fa”. Un dato comunque visto con ottimismo dato che “questo inverno, dal punto di vista turistico, non è esistito”. Le prenotazioni sono concentrate “per la fine di giugno fino alla fine di agosto e se negli anni scorsi il campione di incassi era l’Egitto, quest’anno l’Italia non sembra avere rivali”.

Il villaggio, però, sembra essere la scelta preferita dal turista del nord Italia. “Le nostre posizioni di vendita si attestano per il 75 per cento a turisti del nord Italia e il restante al centro sud, anche per questo, possiamo organizzare voli charter da Milano, Verona, Bergamo e Bologna mentre al centro sud abbiamo numeri per organizzare voli solamente da Roma”. In tutto questo c’è l’incognita sui protocolli che le strutture turistiche dovranno adottare con eventuali limiteranno la capienza così come è avvenuto lo scorso anno. E gli imprevisti da Covid? “Se la propria regione diventa rossa con limitazioni per gli spostamenti, abbiamo avuto conferma dal Ministero che il titolo di viaggio turistico è motivazione valida per arrivare in aeroporto. Se invece le restrizioni riguardano la regione della struttura turistica da raggiungere, in quel caso la restituzione delle spese è totale”. Ma il Covid, oltre ai problemi di salute, può arrecare ulteriori danni. “Se uno dei familiari è positivo e, quindi, costringe alla quarantena la famiglia, in quel caso torna utile la nuova assicurazione che proponiamo ai clienti e che costa 39 euro a persona; il cliente pagherà solamente la franchigia, il 15 per cento della vacanza di cui, purtroppo, non ha usufruito”.

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