Perù: il governo Vasquez ottiene la fiducia del parlamento

La votazione pone fine a un lungo periodo di incertezza politica e permette l'avvio di un nuovo esecutivo

Mirtha Vasquez - Venezuela

Con 68 voti a favore e 56 contrari il governo della prima ministra del Perù, Mirtha Vasquez, ha ottenuto la fiducia del parlamento. La votazione, tenuta nella serata di ieri, pone fine a un lungo periodo di incertezza politica e permette l’avvio di un nuovo esecutivo, anche se non risolve alcuni nodi dell’attuale contesto. Primo fra tutti quello relativo alla frattura interna allo stesso partito del presidente Pedro Castillo. Nella votazione per la fiducia, infatti, alcuni dei parlamentari di spicco della formazione di stampo marxista Perù Libre, come Waldemar Cerron, l’ex premier Guido Bellido e Guillermo Bermejo, hanno votato contro il nuovo gabinetto scelto da Castillo. Il nuovo governo di Vasquez, che si ripromette di portare avanti alcune delle riforme promesse dal presidente per ridurre gli squilibri sociali del Paese, è nato con l’obiettivo di conciliare la sua azione con i settori moderati del parlamento dopo le resistenze immediate e categoriche che aveva suscitato tra le fila dell’opposizione il primo gabinetto di Castillo, guidato dal più radicale Bellido.



Il voto di fiducia inizialmente previsto per il 25 ottobre era stato sospeso a seguito della morte di un deputato. Prima della sospensione della seduta, la premier Vasquez aveva presentato in parlamento i lineamenti principali del suo programma economico. Un programma considerato dagli stessi deputati di Perù Libre come “lontano” dalla piattaforma elettorale del partito per il quale si è presentato come candidato alla presidenza Castillo, incentrato dal punto di vista economico sulla crescita sostenuta da investimenti privati anche se con una maggiore redistribuzione degli ingressi. “Il nostro obiettivo per il 2021 è chiudere con una crescita superiore al 10,5 per cento e per il 2022, di quasi il 5 per cento, con una media del 5,5 per cento nel periodo 2021-2025”, ha affermato Vasquez di fronte al Parlamento, sottolineando che “il governo si pone come obiettivo creare le condizioni per un incremento degli investimenti privati con maggior redistribuzione tra la popolazione”. Il premier ha quindi riferito che le principali imprese private nel mercato locale hanno ratificato il loro impegno a mantenere progetti di investimento per 15 miliardi di dollari.

Sempre sul fronte economico, il governo che fa capo al presidente Castillo ha ribadito il suo impegno “per una società egualitaria e inclusiva” e ha annunciato che verrà effettuato un audit dell’amministrazione dello Stato “con l’obiettivo di identificare possibilità di fusione di enti per eliminare inefficienze sul fronte della spesa pubblica”. Allo stesso tempo Vasquez ha confermato la volontà del governo di avanzare nella lotta contro la corruzione, un punto tra i più enfatizzati da Castillo durante la campagna elettorale che lo ha portato alla presidenza. “Nelle prossime settimane presenteremo la strategia di prevenzione della corruzione nel potere esecutivo con l’obiettivo di garantire la probità e idoneità della funzione pubblica, e rafforzare la trasparenza, la rendicontazione, l’istituzionalità e il controllo sociale”, ha detto la premier, chiedendo all’opposizione ad approvare il programma e intraprendere “un cammino di dialogo”.



Per ottenere la fiducia il governo aveva bisogno di ottenere la maggioranza semplice della metà più uno. Si è trattato quindi di una maggioranza trasversale, dove i voti raccolti dalle fila dell’opposizione sono stati soggetti a una serie di richieste e condizionamenti di cui il governo dovrà tenere conto se vorrà mantenere la maggioranza. La frattura interna a Perù Libre indebolisce ulteriormente il governo. Secondo la corrente che fa capo al presidente del partito Vladimir Cerron, con questo esecutivo “si è verificata una chiara svolta politica del governo verso il centro destra”. Lo stesso Bellido aveva affermato dopo l’avvicendamento che il rimpasto di governo “allontanava” l’esecutivo dal programma di riforme concordato con il suo elettorato. “Quello che osservo a livello nazionale è che c’è delusione perché non c’è unità con il popolo che ha promosso un cambiamento”, aveva affermato allora Bellido in un’intervista all’emittente “Rpp”. Il premier dimissionario aveva quindi sottolineato il suo fastidio per la scelta di una figura come Vazquez che non appartiene al partito Perù Libre: “era importante che fosse un nostro militante ad assumere la guida del governo”, aveva detto una volta lasciato l’incarico.

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