Perù: il “nuovo” ministro degli Esteri ha 86 anni e combattè con Fidel Castro

Bejart ha un passato da guerrigliero formatosi a Cuba

bejart perù

Ha 86 anni e un passato da guerrigliero formatosi a Cuba, all’ombra di Fidel Castro e “Che” Guevara, il nuovo ministro degli Esteri del Perù, Héctor Béjart. Il presidente Pedro Castillo, il maestro di campagna ben visto dai governi “neo-socialisti” dell’America latina, lo ha voluto parte della squadra guidata da un premier – Guido Bellido – di cui al momento si conosce l’indagine di “apologia al terrorismo” aperta per dichiarazioni controverse sulla vita di una ex combattente di “Sendero luminoso“. Bejar nasce a Huarochirì, non lontano dalla capitale Lima, il 2 settembre del 1935. Si laurea in diritto, ottiene un master in Politica sociale e diventa dottore in Sociologia. Negli anni ’50, prima di passare alla vita politica attiva, si iscrive anche alla Scuola nazionale delle Belle arti. Nel 1962, all’età di 27 anni, si reca a Cuba dove riceve un addestramento militare. All’Avana conosce i protagonisti indiscussi della Rivoluzione di due anni prima, Ernesto “Che” Guevara e Fidel Castro.



Al suo ritorno in patria, Bejart entra nelle fila del Movimiento de izquierda revolucionaria (Mir), gruppo di ispirazione marxista-leninista determinato – agli ordini di Luis de la Puente Uceda – a ripercorrere le tappe della Rivoluzione cubana. Di lì a poco partecipa alla nascita dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), una formazione che raccoglieva persone accumunate dalla diffidenza verso la politica e i partiti tradizionali, lanciate in una serie di azioni a intensità crescente. Nel 1965, dopo aver ucciso due fattori accusati di aver maltrattato i dipendenti, l’Eln – ancora a digiuno di strategia militare – soccombe sotto i colpi dell’esercito regolare. Bejar viene individuato a Lima nel febbraio del 1966, sorpreso mentre si sottoponeva a una cura per la leismaniosi, e inviato in carcere con l’accusa di sedizione.

Nel 1970 esce per una amnistia generale firmata da Juan Velasco Alvarado, il generale che due anni prima – a seguito di un golpe – era stato nominato presidente del Governo rivoluzionario delle Forze armate del Perù. Un regime autoritario a tinte socialiste, che affida a Béjar un ruolo nel Sistema nazionale di appoggio alla mobilitazione sociale (Sinamos). Collaborando con movimenti giovanili, rurali e cooperativi, l’attuale ministro degli Esteri avrebbe appoggiato i progetti di riforma agraria del governo. Messa in secondo piano la politica attiva, il sociologo si è dedicato a fondo all’attività editoriale, aprendo riviste e scrivendo libri sull’attività guerrigliera. Torna infine all’attività accademica lavorando come docente nella Universidad Nacional Mayor de San marcos e nella prestigiosa Pontificia Universidad Catolica del Perù.



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