Piuri (Trenord): “Soluzione sui rider non può venire da noi”

L'ad ha ribadito gli sforzi fatti dall'azienda in questi mesi per affrontare il fenomeno

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La questione dei rider sui treni “non può trovare in Trenord il risolutore”, deve essere gestito a livello di sistema per permettere il viaggio in sicurezza dei passeggeri. Lo ha ribadito l’ad di Trenord Marco Piuri durante il webinar “A regola d’ART. Qualità, efficienza e tutela dei viaggiatori: le nuove norme per i Contratti di Servizio”.

“I nostri treni sono fatti, pensati e costruiti per poter trasportare grandi numeri di persone con un grosso peso delle connessioni su Milano – ha detto Piuri – I treni sono pensati e strutturati in modo che sia possibile il trasporto di bici per coloro che la usano per il primo e l’ultimo miglio, da questo punto di vista ci sono un numero di posti che nel massimo dei casi arrivano a 8 bici. I treni più nuovi che stiamo prendendo hanno posti per 8 bici”. “A un certo punto siamo stati costretti a ribadire le regole in essere che prevedono che sui treni ci sia la possibilità di portare un certo numero di bici, alcuni treni non sono attrezzati per il trasporti di bici, parlo di quelli più vecchi – ha aggiunto Piuri – Non abbiamo inasprito le regole, i treni sono omologati per questo numero di bici quindi l’accesso è possibile solo per questo numero anche perché c’è un tema di responsabilità per la sicurezza: le bici vengono spesso posizionate in un modo che ostruiscono porte e accessi. Fare la retorica per cui non consentiamo a questi riders di lavorare, è retorica francamente anche fastidiosa, perché noi facciamo il nostro mestiere: garantire il servizio in sicurezza per chi lo prende rispondendo alle leggi e regole di questo paese”.

L’ad di Trenord ha anche ribadito gli sforzi fatti dall’azienda in questi mesi per affrontare il fenomeno dei rider che dall’hinterland si avviano verso Milano per lavorare prendendo il treno con la bicicletta: “Abbiamo fatto degli sforzi, consapevoli di un fenomeno, abbiamo provato in alcuni orari su alcune direttrici a rendere disponibili alcuni vagoni solo per il carico di bici ma sono vagoni con sedili adibiti per altro perché non abbiamo carrozze destinate al trasporto bici. Le abbiamo messe a disposizione, deteriorandole perché le bici in mezzo ai sedili portano grasso e a volte tagli, però non abbiamo avuto collaborazione da parte di chi usufruisce dei servizi, molto riluttante a caricare la bici su questo vagone e andare a sedersi in un altro. Sono fenomeni che vanno gestiti a livello di sistema, non si può pensare che il risolutore sia Trenord. Noi siamo disposti a sedere al tavolo per risolvere i problemi”.

In merito all’evasione dei titoli di viaggio su questi convogli, Piuri ha poi precisato: “Quando i nostri capotreno hanno provato a fare controlleria hanno rilevato il 95 per cento di non presenza di biglietti, lo deriviamo dal fatto che su quei treni che vengono presi d’assalto, non abbiamo rilevato un incremento di abbonamenti o biglietti, per questo abbiamo anche chiesto alle associazioni che li rappresentano e aziende per cui lavorano queste persone di prevedere nei loro contratti che venga acquistato anche l’abbonamento”.

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