Polonia-Bielorussia: partito da Baghdad il primo volo di rimpatrio dei migranti

Intanto il premier polacco Morawiecki critica Merkel per le telefonate con Lukashenko

migranti

Mentre è partito da Baghdad il primo volo di rimpatrio dei cittadini iracheni da giorni bloccati al confine fra Polonia e Bielorussia, il primo ministro di Varsavia, Mateusz Morawiecki, critica apertamente la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Il ministero dei Trasporti iracheno ha annunciato di aver organizzato questa mattina il primo volo di rimpatrio per i suoi cittadini bloccati al confine tra i due Paesi europei. Abbas Omran, direttore generale della compagnia Iraqi Airways, ha dichiarato che, secondo le direttive del ministro dei Trasporti, il capitano Nasser Hussein Bandar Al-Shibli, è stato effettuato un volo eccezionale per evacuare gli iracheni dopo aver ricevuto le approvazioni dalle autorità superiori di Baghdad e Minsk. Omran ha aggiunto che tutte le necessità primarie sono stati garantite, viste le condizioni difficili in cui queste persone hanno vissuto negli ultimi giorni. La situazione, peraltro, alla frontiera resta critica come confermano le ultime notizie da Varsavia. Un gruppo di circa 100 migranti, infatti, è stato fermato alla frontiera fra Polonia e Bielorussia all’altezza di Dubicze Cerkiewne. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa polacco, prima di questo tentativo di penetrare attraverso il confine, i servizi speciali bielorussi hanno effettuato delle attività di ricognizione e, “molto probabilmente”, hanno danneggiato la recinzione. Successivamente “hanno costretto i migranti a lanciare pietre contro i militari polacchi per distrarli”, si legge sul profilo Twitter del dicastero.



Molto dure, peraltro, sono state le parole del premier, Mateusz Morawiecki, che, dalle pagine del quotidiano tedesco “Bild” ha duramente criticato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, in particolare per il colloquio telefonico che ha avuto con il leader della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, in merito alla crisi dei migranti- Morawiecki ha affermato: “In questa crisi, nessuna decisione può essere presa sopra le nostre teste. Se la telefonata riguardava il modo in cui i migranti dalla Bielorussia vengono riportati nei loro Paesi d’origine, allora ogni iniziativa in questa direzione è nell’interesse della Polonia”. In sostanza, quindi, il premier denuncia di essere stato scavalcato e, inoltre, insinua che il contatto diretto fra Merkel e Lukashenko rappresenti un implicito riconoscimento della legittimità del leader bielorusso. Morawiecki, inoltre, ha criticato duramente le politiche attuate dalla cancelliera tedesca per gestire la crisi dei rifugiati del 2015, affermando che sono state “pericolose per l’Europa e per il mondo”, perché hanno messo “in pericolo la sovranità di molti Stati europei” e hanno creato “un multiculturalismo artificiale”.

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