Polonia-Bielorussia: cala il numero di migranti che tentano di attraversare la frontiera

Lo ha reso noto su Twitter la Guardia di frontiera polacca rilevando che venerdì ci sono stati 195 tentativi

Il numero di migranti che cercano di entrare in Polonia dalla Bielorussia è calato anche nella giornata di ieri. Lo ha reso noto su Twitter la Guardia di frontiera polacca, rilevando che venerdì ci sono stati 195 tentativi di attraversamento dei confini, in calo rispetto ai 250 di giovedì e ai 501 del giorno prima. Nella giornata di ieri “ci sono stati diversi tentativi di attraversare il confine con la forza. Il gruppo più numeroso era composto da circa 200 stranieri, gli altri da 10 persone. Gli stranieri erano aggressivi: lanciavano pietre, petardi e usavano gas lacrimogeni”, si legge nel tweet della guardia di frontiera polacca. Le autorità di Varsavia hanno comunque avvertito che la crisi dei migranti proseguirà ancora. “No, questa crisi politica non sta per finire. La Bielorussia è ancora interessata a intensificare e continuare le operazioni contro la Polonia”, ha scritto su Twitter Stanislaw Zaryn, portavoce dei servizi di sicurezza polacchi. Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki si recherà domenica in Lituania, Lettonia ed Estonia per discutere della crisi, come ha detto oggi un portavoce del governo.



Lo stesso Morawiecki ieri ha sottolineato come la crisi migratoria al confine con la Bielorussia dovrebbe dare alla Polonia una lezione di unità. Secondo Morawiecki, la crisi ha assunto fin da subito un carattere internazionale e tutti sono d’accordo che si debba scongiurare un’escalation del conflitto, perché l’unico che la desidera è Aleksandr Lukashenko, con il sostegno dietro le quinte di Vladimir Putin. “Il nostro obiettivo è uno, preservare la pace e la sicurezza alla frontiera dell’Unione europea e sul fianco orientale della Nato”, ha detto il capo del governo. “In simili momenti è davvero difficile definire questa situazione una crisi migratoria. E’ una crisi politica opportunamente provocata. Ho l’impressione che addirittura la definizione di guerra ibrida non descriva tutto quello che fa il dittatore bielorusso. Abbiamo a che fare con terrorismo di Stato e ogni forma di terrorismo è un atto di disperazione”, ha detto Morawiecki. “Vorrei che la prima lezione da apprendere da questa crisi fosse soprattutto una lezione di unità. Dobbiamo superarla più forti, più saggi e più uniti”, ha continuato. Per questo “faccio appello” a finirla con “divisioni tossiche”. Non è possibile che in questo momento una parte dell’opposizione assieme ad eurodeputati di altri Paesi sottoscriva una lettera in cui richiama la Commissione europea “a privare il nostro Paese di fondi per il Piano nazionale di ripresa”.

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