Polonia-Ucraina, i ministri degli Esteri: “Nord Stream 2 ha condotto a una crisi politica”

Lo afferma il ministero degli Esteri polacco in un comunicato congiunto dopo un colloquio telefonico tra il suo titolare, Zbigniew Rau, e l’omologo ucraino, Dmytro Kuleba

Nord Stream 2

La costruzione del Nord Stream 2 ha condotto a una crisi politica, di sicurezza e di credibilità in Europa. Lo afferma il ministero degli Esteri polacco in un comunicato congiunto dopo un colloquio telefonico tra il suo titolare, Zbigniew Rau, e l’omologo ucraino, Dmytro Kuleba. La decisione di costruire il gasdotto è stata presa “nel 2015, appena pochi mesi dopo l’invasione russa e l’annessione illegale di una parte del territorio dell’Ucraina”, si legge. “Attualmente la crisi è significativamente aggravata per effetto dell’abbandono dei tentativi di fermare l’attivazione del gasdotto Nord Stream 2. La decisione ha creato un pericolo per l’Ucraina e l’Europa centrale nella dimensione politica, militare ed energetica, allo stesso tempo rafforzando le potenzialità della Russia di destabilizzazione della situazione di sicurezza in Europa e perpetuando le divisioni tra i Paesi membri della Nato e dell’Unione europea”, afferma il comunicato. “Polonia e Ucraina collaboreranno con i loro alleati e partner per opporsi al Nord Stream 2 fino all’elaborazione di soluzioni alla crisi di sicurezza” al fine di “assicurare il sostegno ai Paesi che aspirano alla partecipazione alle istituzioni democratiche occidentali e a ridurre le minacce per la pace e la sicurezza energetica”, prosegue la nota.

Stati Uniti e Germania ribadiscono il loro sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina, garantendo di rispondere nel caso in cui la Russia utilizzi “impropriamente alcun gasdotto, incluso il Nord Stream 2, per raggiungere obiettivi politici aggressivi utilizzando l’energia come arma”. E’ quanto si legge in un comunicato congiunto dei governi di Washington e Berlino, riferito all’accordo raggiunto da Usa e Germania sul completamento del gasdotto Nord Stream 2, in fase di ultimazione nel Mar Baltico. “Se la Russia tenterà di utilizzare l’energia come arma o commetterà ulteriori atti aggressivi contro l’Ucraina – si legge nella nota – la Germania agirà a livello nazionale e premerà per misure efficaci a livello europeo, comprese sanzioni, per limitare le capacità di esportazione russa in Europa nel settore energetico, compreso il gas, e/o in altri settori economicamente rilevanti”.

Stati Uniti e Germania, prosegue ancora la nota congiunta, sono uniti nella determinazione di ritenere la Russia responsabile della sua aggressione e delle sue attività maligne, imponendo costi tramite sanzioni e altri strumenti. “Ci impegniamo – scrivono le autorità tedesche e statunitensi – a lavorare insieme attraverso il nuovo dialogo ad alto livello Usa-Ue sulla Russia e tramite canali bilaterali, per garantire che gli Stati Uniti e l’Ue rimangano preparati, anche con strumenti e meccanismi appropriati, per rispondere insieme all’aggressione russa e alle attività maligne, compresi gli sforzi russi per usare l’energia come arma”. Gli Stati Uniti si impegnano a sostenere gli sforzi di Germania e Francia per portare la pace nell’Ucraina orientale attraverso il formato Normandia. La Germania, da parte sua, intensificherà i suoi sforzi nell’ambito del formato Normandia per facilitare l’attuazione degli accordi di Minsk. Washington e Berlino “riaffermano il loro impegno per affrontare la crisi climatica e intraprendere azioni decisive per ridurre le emissioni negli anni 2020 per mantenere un limite di temperatura di 1,5 gradi Celsius a portata di mano”, prosegue ancora il comunicato.

“Sosteniamo la sicurezza energetica dell’Ucraina e dell’Europa centrale e orientale, compresi i principi chiave sanciti nel Terzo pacchetto energetico dell’Ue sulla diversità e la sicurezza dell’approvvigionamento”, continua la nota. “La Germania sottolinea che si atterrà sia alla lettera che allo spirito del terzo pacchetto energetico rispetto al Nord Stream 2 sotto la giurisdizione tedesca per garantire la separazione e l’accesso di terzi. Ciò include una valutazione di eventuali rischi posti dalla certificazione del gestore del progetto per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Ue”, conclude.

 

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