Porti: Genova, i lavoratori contro il Green pass sono solo 300 su 12 mila

Si tratta di una cifra che certo non si può definire rappresentativa

porto genova

L’Unione sindacale di base (Usb) e il Comitato lavoratori portuali genovesi, le sigle che hanno coordinato l’azione dimostrativa contro l’obbligo del Green Pass iniziata questa mattina al porto di Genova, contano solo circa 300 iscritti, una cifra che certo non si può definire rappresentativa rispetto ai circa 12 mila lavoratori che fra diretti, indiretti e indotto operano nello scalo del capoluogo ligure. Fra i manifestanti, peraltro, non figurava la Fisi – apparsa nei picchietti dei portuali di Trieste ma anche durante la recente manifestazione di Piazza del popolo a Roma –, misteriosa sigla di cui non si conoscono con certezza gli iscritti e che vede fra le sue figure di riferimento negazionisti e neofascisti. La manifestazione odierna è iniziata alle 7 del mattino in contemporanea con quella dei portuali triestini. La mobilitazione ha interessato tre punti chiave dello scalo genovese: il varco di Ponte Etiopia e il varco di Pra, snodi cruciali del trasporto e stoccaggio merci, e il passaggio di via Albertazzi, che conduce al porto commerciale, con una partecipazione piuttosto contenuta dei lavoratori – circa 200 persone – che inizialmente hanno impedito l’accesso ai tir salvo poi, col controllo degli agenti della Polizia locale, limitarsi a presidiare l’accesso ma permettendo l’operatività interna.



genova

Nel corso della mattinata il varco di Ponte Etiopia è diventato il punto chiave della protesta contro il Green Pass visto che, davanti al presidio dei lavoratori portuali, si sono radunati circa un centinaio fra cittadini solidali e gruppi di rappresentanza di altre categorie. La nuova folla creatasi ha bloccato fisicamente il lungomare Canepa, strada chiave nei collegamenti da Ponente al centro città procurando diversi disagi ai tanti automobilisti e autotrasportatori rimasti bloccati nel traffico. In questo senso si creati diversi momenti di tensione tra i manifestanti e alcuni automobilisti contrari ai motivi della protesta, con le forze dell’ordine che son dovute intervenire per riportare la situazione alla normalità. L’Usb e il Comitato dei lavoratori portuali genovesi hanno ribadito la volontà di convocare uno sciopero di 48 ore lunedì 25 e martedì 26 ottobre per ribadire la propria contrarietà al provvedimento del governo.



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