Porto Civitavecchia, Unindustria: “Zls e Darsena per incremento traffico merci”

Con la pandemia si è registrata, nel 2020, una perdita superiore al 90%

“L’attività del porto di Civitavecchia è attualmente votata soprattutto al traffico passeggeri. È il primo porto italiano per le crociere e secondo in Europa, dopo Barcellona. Con la pandemia si è registrata, nel 2020, una perdita superiore al 90 per cento, dei passeggeri, con un impatto negativo di circa 20 milioni di euro. A questo si aggiunge il calo dei traffici merci in tutti gli scali (Civitavecchia, Gaeta e Fiumicino) dell’Autorità di sistema portuale”. Lo dichiara il presidente di Unindustria Angelo Camilli in un’intervista al Sole 24 Ore. “Va dato supporto e sostegno al nuovo presidente dell’Autorità portuale Pino Musolino. Inoltre la Regione con un atto d’indirizzo si è data l’obiettivo di potenziare il traffico merci nel Lazio. Vorrebbe che il porto passasse, in qualche anno, dagli attuali 100 mila container movimentati a 700 mila. L’atto, inoltre, impegna la giunta a redigere un progetto di rilancio della blue economy del Lazio. È importante che la Regione, nella nuova programmazione 2021-2027 dei fondi Ue abbia scelto d’inserire una specifica area di economia del mare. In questo disegno sarà determinante la realizzazione della Darsena energetica grandi masse, immaginata originariamente per il carbone della centrale di Civitavecchia ma che oggi potrebbe essere dedicata in parte al Gnl, in parte ai container. L’opera, che ha già un progetto definitivo, ha un costo di 365 milioni, e potrebbe rientrare nel Recovery plan”.



Per incrementare le merci, Camilli pensa anche ad altri due interventi: il primo è il completamento della tratta autostradale Orte-Civitavecchia, 18 chilometri per un investimento da 470 milioni, con fondi già stanziati. “È necessario dare seguito ai lavori anche perché questa strada darebbe il giusto supporto al secondo intervento giudicato importante. Occorre creare infatti a Civitavecchia una Zls (zona logistica semplificata) nel retroporto. In questo modo, si potranno mettere sul piano procedure amministrative di semplificazione ma anche introdurre un sistema di incentivazione, con l’avvio di un contratto d’area, per offrire agevolazioni alle imprese che intendano insediarsi nella zona”.

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