Portogallo: il destino del governo Costa appeso al filo della legge di bilancio

Il partito del premier può contare su 108 seggi ma per far approvare il bilancio ne deve sommare almeno altri otto

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Il destino del governo socialista portoghese guidato dal primo ministro, Antonio Costa, sembra essere appeso ad un filo nonostante la corsa contro il tempo per tentare di convincere i tradizionali alleati, il Partito comunista portoghese (Pcp) ed il Blocco di sinistra, a votare domani in Parlamento la legge di bilancio 2021. Secondo fonti stampa lusitane, la riunione di emergenza convocata nella serata di ieri dall’esecutivo non ha portato a significativi cambi di equilibrio dopo l’annuncio del segretario generale del Pcp, Jeronimo de Sousa, che il suo partito voterà contro la proposta di bilancio che il Parlamento ha iniziato a discutere oggi e che sarà votata domani. Il partito socialista del premier può contare su 108 seggi ma per far approvare il bilancio ne deve sommare almeno altri otto sia con voto affermativo che con l’astensione (sono 230 i seggi nell’Assemblea nazionale di Lisbona).



Tre rappresentanti del Pan, il partito dei diritti degli animali, e due deputati non indipendenti hanno già annunciato che opteranno per l’astensione, lasciando al primo ministro il difficile compito di individuare altri tre deputati per salvare la situazione. Il segretario del Pcp ha accusato il governo di rifiutarsi di risolvere i problemi aggravati dalla pandemia, cioè i salari, la mancanza di investimenti nel Servizio sanitario nazionale, il rafforzamento dei redditi familiari e gli alloggi a prezzi accessibili. De Sousa ha evidenziato che solo “un colpo di magia” potrà consentire una marcia rispetto ad un’intenzione di voto ben definita.

Queste accuse sono state respinte con fermezza dal governo. Per il sottosegretario di Stato per gli Affari parlamentari, Duarte Cordeiro, l’esecutivo “non si è mai spinto così avanti nel dialogo con il Pcp” ed è sempre “disponibile a negoziare fino al voto”. Il governo ha elencato alcune delle concessioni per venire incontro alle richieste dei comunisti come l’aumento del salario minimo, la legislazione del lavoro e la disponibilità ad andare avanti con la sospensione delle date di scadenza dei contratti collettivi senza limiti di tempo. Il Blocco di sinistra (Be) nelle scorse settimane aveva presentato nove proposte in materia di lavoro, sanità e sicurezza sociale ritenute “essenziali” per l’approvazione del bilancio. Il governo Costa ha replicato che sono stati fatti “progressi” in sette dei nove punti, mentre ha escluso la possibilità di accordo su due di essi. Nel frattempo, il presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, ha invitato in diverse occasioni all’unità tra le forze politiche ricordando che se la legge di bilancio non dovesse essere approvata l’unica “soluzione” sarà lo scioglimento del Parlamento e la convocazione di nuove elezioni che potrebbero tenersi nel gennaio 2022. Il sottosegretario di Stato per la presidenza del primo ministro, Tiago Antunes, ha chiarito che se la manovra finanziaria non dovesse essere approvata, il premier Costa non si dimetterà e rimarrà in carica fino a quando il presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, convocherà le elezioni.



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