Portolano: “Operazione Aquila Omnia è stata uno sforzo operativo mai sperimentato prima”

L'intervento del comandante del Covi presso le Commissioni congiunte di Esteri e Difesa

Afghanistan - portolano

L’operazione di evacuazione umanitaria “Aquila Omnia” ha rappresentato uno sforzo operativo e logistico “mai sperimentato prima dalla Difesa” italiana, consentendo di trasferire in Italia 5011 persone, di cui 4890 afgani (dei quali 2145 uomini, 1345 donne, 1400 bambini). Lo ha detto oggi il generale di corpo d’armata Luciano Portolano, comandante del Comando operativo di vertice interforze (Covi), presso le Commissioni congiunte di Esteri e Difesa sulla partecipazione italiana all’intervento internazionale in Afghanistan. “In totale, sono stati eseguiti 90 missioni di volo, attraverso un consistente spiegamento di mezzi aerei della nostra Aeronautica a cui si aggiungono le missioni di assetti aerei forniti da Paesi amici ed alleati (Canada, Qatar, Germania e Usa), dei vettori commerciali contrattualizzati dalla Difesa e di quelli offerti da una organizzazione non governativa (Nove onlus)”, ha detto Portolano.



E’ necessario “un accrescimento delle capacità europee nel disporre di uno strumento di gestione e di risoluzione delle crisi anche di ampia portata” per “la costruzione di un’Europa in grado di competere ed agire sulla scena mondiale in modo complementare all’Alleanza atlantica” ha aggiunto spiegando che “se da un lato l’Alleanza atlantica continuerà̀ ad essere il pilastro della Difesa collettiva con l’implementazione dei tre core tasks (Collective Defence, Crisis Management e Cooperative Security) anche attraverso il recente processo di adattamento della struttura di comando dell’Alleanza ai diversi livelli e la revisione del proprio concetto strategico in funzione delle principali minacce alla sicurezza globale. Dall’altro, un accrescimento delle capacità europee nel disporre di uno strumento di gestione e di risoluzione delle crisi anche di ampia portata, attraverso una azione condivisa e sinergica di tutti gli strumenti del potere – politico, diplomatico, informativo e militare – con l’obiettivo di consentire all’Europa di contribuire in maniera sostanziale ed efficace alla sicurezza e alla stabilità globale, costituirebbe un tassello fondamentale e necessario al la costruzione di un’Europa in grado di competere ed agire sulla scena mondiale in modo complementare all’Alleanza atlantica”, ha detto Portolano.

L’operazione di trasferimento del personale afgano in Italia non si è ancora conclusa, “siamo in contatto con quasi tutti i collaboratori della Difesa, ma anche con tutti coloro che hanno fatto richiesta di ‘aiuto’, ma che non è stato possibile evacuare a causa del deterioramento delle condizioni di sicurezza sul terreno e dalle limitazioni imposte dal breve arco temporale in cui si è svolta l’operazione”, ha detto Portolano, in riferimento all’operazione di evacuazione umanitaria “Aquila Omnia”. “Ciò in previsione di eventuali attività future che dovessero svilupparsi al miglioramento delle condizioni”, ha spiegato il generale. “A tale scopo è stato creato ed è in continua evoluzione, un database che raccoglie tutti i dati disponibili per singolo richiedente/nucleo familiare che, una volta consolidato, verrà̀ reso disponibile alle varie articolazioni interne ed esterne alla Difesa per eventuali ulteriori attività̀ di controllo o di ricollocazione che il Governo vorrà indicare”, ha aggiunto Portolano.



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