Primi militari portoghesi partiranno entro metà aprile per il Mozambico

Lo hanno confermato all'agenzia di stampa "Lusa" fonti del ministero della Difesa di Lisbona

militari portoghesi

I primi uomini del contingente portoghese che contribuiranno alla formazione delle forze militari mozambicane partiranno nella prima metà di aprile. Lo hanno confermato all’agenzia di stampa “Lusa” fonti del ministero della Difesa di Lisbona. L’invio di un contingente di 60 militari e membri delle forze speciali è inquadrato dal nuovo accordo quadro di cooperazione bilaterale che sta per essere finalizzato dai ministeri della Difesa portoghese e mozambicano, hanno aggiunto le fonti. In precedenza, in un’intervista all’emittente televisiva “Rtp”, il ministro degli Esteri, Augusto Santos Silva, aveva fatto sapere che il Portogallo invierà personale militare in Mozambico per formare i militari locali e proteggere la popolazione dagli attacchi terroristici, spiegando che Lisbona “condivide grande preoccupazione e grande solidarietà con il popolo e le autorità mozambicane”. Per questo motivo, ha evidenziato Santos Silva, il governo portoghese sta lavorando “strettamente” con quello del Mozambico per “aumentare la cooperazione tecnica o militare a livello bilaterale che esiste e che produce effetti”.



Questa missione, attualmente in fase di pianificazione, coinvolgerà circa 60 militari portoghesi che addestreranno le forze speciali locali in modo che le Forze armate del Paese africano possano aumentare la loro capacità di rispondere agli attacchi terroristici e proteggere la popolazione di Cabo Delgado. Santos Silva ha aggiunto che la strategia sarà attuata “secondo le necessità identificate dalle autorità mozambicane” ed in tal senso “i ministri della Difesa hanno stabilito l’obiettivo di avere una missione di sostegno alle forze speciali mozambicane da parte delle forze armate portoghesi”. L’annuncio giunge dopo che ieri lo Stato islamico (Is) ha rivendicato la conquista della città di Palma, in Mozambico. Lo riferisce l’agenzia “Amaq”, affiliata all’Is, secondo cui nell’assalto sono morte 55 persone, inclusi militari e loro “seguaci cristiani” e “stranieri”. Mercoledì scorso, 24 marzo, ribelli armati hanno attaccato la città settentrionale di Palma, con un’operazione che ha portato ieri alla sua conquista. L’insurrezione jihadista che dalla fine del 2017 affligge la provincia settentrionale di Cabo Delgado, ricca di giacimenti di gas e petrolio, ha provocato da allora la morte di più di 2.600 persone – di cui circa 1.300 civili – e lo sfollamento di altre 670 mila.

La decisione del governo portoghese fa eco a quella degli Stati Uniti, che lo scorso 16 marzo annunciavano l’intenzione di offrire un sostegno concreto agli sforzi condotto dalle autorità del Mozambico per contrastare l’offensiva jihadista. Secondo quanto si apprende da un comunicato dell’ambasciata Usa a Maputo, le forze speciali degli Stati Uniti addestreranno i “marines” mozambicani per una durata di due mesi per sostenere gli sforzi di Maputo nelle operazioni di contrasto e prevenzione del terrorismo nella regione. L’accordo, che rientra nel nuovo programma congiunto noto come Joint Combined Exchange Training (Jcet), è stato siglato in rappresentanza del dipartimento della Difesa Usa dal colonnello Richard Schmidt, vice comandante del Comando per le operazioni speciali per l’Africa (Socafrica) – a sua volta inquadrato nel Comando degli Stati Uniti per l’Africa (Africom) – e dal maggiore generale Ramiro Ramos Tulcidas, in rappresentanza del governo del Mozambico. Oltre alla formazione, precisa l’ambasciata, il governo degli Stati Uniti ha fornito apparecchiature mediche e di comunicazione. Inoltre, nel programma stabilito la priorità verrà data al “rispetto dei diritti umani, alla protezione dei civili e al coinvolgimento della società civile in tutta l’assistenza alla sicurezza”.



 

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