Prosek, Bizzotto (Lega) a Nova: “Serve dibattito Ue in materia per evitare casi simili”

In un'intervista l'europarlamentare interviene sulla richiesta avanzata dalla Croazia alla Commissione Ue

Il Sistema Italia sta reagendo prontamente nella partita a difesa del Prosecco nella disputa con la Croazia, che punta ad ottenere la menzione tradizionale del suo vino liquoroso Prosek. Lo dice ad “Agenzia Nova” la parlamentare europea della Lega e membro del gruppo Identità e Democrazia nella commissione agricoltura del Parlamento europeo, Mara Bizzotto, intervenendo sulla questione della richiesta da parte della Croazia alla Commissione europea di riconoscere la menzione tradizionale del Prosek, pubblicata nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale. “L’Italia non è sola ma questa è la giusta occasione per affrontare il tema a livello globale, portando il dibattito in aula, al Parlamento europeo, e verificare lì chi intende davvero difendere i prodotti Dop e Igp e fare in modo che situazioni simili non si verifichino più”, afferma Bizzotto. “Molti Paesi, soprattutto mediterranei, hanno diversi Igp e Dop da tutelare, e per questo c’è una preoccupazione generale perché se si mette in discussione la denominazione Prosecco significa che qualsiasi altra è a rischio, e quindi si potrebbe creare un precedente pericoloso”, ha spiegato Bizzotto.



“Gli europarlamentari (italiani) sono intervenuti tutti nella stessa direzione a difesa del Prosecco. La Regione Veneto è in prima linea, ovviamente. I consorzi del Prosecco lo stesso. Gli 8 mila produttori di Prosecco sono sul piede di guerra. Il governo italiano, attraverso il sottosegretario alle politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che ha la delega sul vitivinicolo, sta preparando questo fascicolo”, chiarisce la parlamentare europea, dal momento che entro due mesi bisognerà portare a Bruxelles “tutta la documentazione che permetterà di difendere il nostro vino”, ovvero il periodo di 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro il quale tutti gli Stati membri possono opporsi alla richiesta. Quindi, “la squadra a livello italiano c’è” e “sappiamo di avere altri Paesi europei preoccupati come noi. Non siamo soli”, ma “non va sottovalutato niente”, ha dichiarato. “In questa partita c’è stata una reazione immediata e il Sistema Italia ha reagito proprio perché tanti hanno compreso che il precedente può essere pericoloso”, ha evidenziato l’esponente della Lega.



In questo contesto, spiega Bizzotto, “noi saremo in prima linea” e “ho intenzione anche di portare il dibattito al Parlamento europeo proprio partendo dal Prosecco”. Secondo l’europarlamentare, quello del Prosek rappresenterebbe un “precedente molto preoccupante” ed “è ovvio che il caso specifico meriti un dibattito proprio per evitare che si ripetano situazioni simili”, ha specificato. Per questo motivo, ha chiarito, “stiamo valutando” il da farsi, ed “entro la settimana prossima” si potrebbe avere “la possibilità di chiedere che il tema venga affrontato in un dibattito, attraverso risoluzione, interpellanza o qualsiasi altro mezzo”. Quello a cui Bizzotto punta è partire “da questo caso limite per affrontare tutto il problema delle Igp e Dop europee”. In altre parole, “credo sia l’occasione giusta per fare chiarezza a livello europeo, partendo dal caso specifico del Prosecco, che è conosciuto in tutto il mondo: dobbiamo mettere in chiaro che i prodotti Igp e Dop europei devono essere tutelati. Punto”.

Il dibattito in aula potrebbe essere l’occasione anche per vedere quanti sono disposti ad andare fino in fondo e in questo senso la deputata europea ha ribadito infatti che l’Italia non è sola e che, ad esempio “i colleghi francesi del gruppo (Id) sono in prima linea”. Ma “al di là delle belle dichiarazioni trasversali e unanimi, mi interessa capire se, quando ci sarà, spero il prima possibile, l’occasione di discutere il tema al Parlamento europeo, questo fronte sarà confermato. Sappiamo che sull’agroalimentare c’è un fronte mediterraneo agguerrito mentre i Paesi del nord lo sono meno. E’ storico; loro sono importatori, non produttori, e hanno altro da difendere. Noi, invece, abbiamo l’agroalimentare in tutti i suoi aspetti da difendere”, ha proseguito Bizzotto. Per questo, “andiamo a vedere con una discussione al Parlamento europeo. E lì capiremo chi vuole difendere i prodotti tutelati dalla stessa normativa Ue, quindi significherebbe confermare quanto l’Ue ha sempre detto, e chi no. Speriamo che in questi poco meno di due mesi ci sia questo dibattito”, ha aggiunto.

Bizzotto ha ricordato come “i croati, sostanzialmente”, sostengono che il Prosek sia “un vino completamente diverso dal Prosecco, perché è un vino passito“. “Ed è vero questo. Però l’assonanza c’è e la fonetica simile è molto evocativa. Ed è ovvio che un consumatore potrebbe essere tratto in inganno”, spiega la parlamentare Ue in riferimento al cosiddetto “italian sounding”, ovvero il richiamare alla mente con una parola assonante o simile un tipico marchio italiano. “Mi pare che da questo punto di vista sia molto debole la difesa croata” perché se passa quel principio allora “passa tutto, dal parmesan alla mortadella con una sola l”, ha rimarcato Bizzotto. Quindi, “cogliamo l’occasione”, ha ribadito l’eurodeputata della Lega, che non si è sbilanciata troppo sul risultato finale. “Se guardassimo al buon senso saremmo tutti tranquilli, ma non bisogna sottovalutare niente. Di positivo c’è che la reazione politica è fortissima a tutti i livelli, le associazioni sono unite, i produttori anche e, oggettivamente, gli stessi consumatori e cittadini sono rimasti stupiti. Quindi, abbiamo una forza d’urto importante. Tutto può succedere, ma se mai succedesse che il Prosek venisse accettato in maniera definitiva, saremmo alla pura follia. Non voglio neanche pensarci. Detto questo, non si molla di un millimetro”, ha dichiarato. “Nei giorni scorsi ero a Conegliano (provincia di Treviso), terra del Prosecco, le cui colline sono patrimonio dell’umanità”, ha ricordato Bizzotto. Quindi, nel caso di un risultato positivo per Zagabria “avremmo colline protette dall’Unesco e non dall’Ue”. Ogni Regione ha vini e prodotti agroalimentari che fanno la differenza e il turista viene in Italia anche per questo. Dobbiamo esserne orgogliosi e lavorare per proteggerli. Questo è poco, ma sicuro”, ha concluso.

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