Qatar-Turchia: Erdogan ricevuto a Doha dall’emiro Tamim, firmati 15 accordi congiunti

Il capo dello Stato turco ha invitato l'emiro a partecipare all'ottava sessione del Comitato supremo strategico

Turchia-Qatar

Il Qatar “intende consolidare la partnership strategica con la Turchia” e auspica che i 15 accordi firmati oggi a Doha “contribuiranno al raggiungimento degli interessi del due popoli fraterni in vari campi”. Lo ha detto oggi l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, co-presiedendo insieme al presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, la settima sessione del Comitato supremo strategico tra i due Paese tenuto presso l’Amiri Diwan, la residenza ufficiale del sovrano del Golfo. Secondo quanto riferisce il quotidiano “Gulf Times”, da parte sua Erdogan ha espresso i suoi ringraziamenti e apprezzamenti “per la calda accoglienza e l’ospitalità ricevuta”, sottolineando che “questa sessione rafforzerà la cooperazione congiunta esistente tra i due Paesi in varie aree di partenariato”. Il capo dello Stato turco ha invitato l’emiro a partecipare all’ottava sessione del Comitato supremo strategico tra i due Paesi che si terrà in Turchia il prossimo anno. Durante l’incontro, Tamim e Erdogan hanno discusso delle modalità per consolidare e sviluppare le relazioni di cooperazione strategica tra Qatar e Turchia e le prospettive per migliorarle a vari livelli, in particolare nell’economia, negli investimenti, nell’industria, nella difesa e nella sicurezza, nei media, nella cultura e in ambito sportivo. In precedenza, i due leader hanno tenuto un incontro bilaterale per uno scambio di punti di vista sulle ultime situazioni regionali e internazionali di comune interesse.



Secondo l’ambasciatore di Turchia a Doha, Mehmet Mustafa Goksu, gli accordi firmati oggi riguardano settori come il commercio, gli investimenti, lo sviluppo, la cultura, la gioventù, lo sport, la diplomazia, la salute, gli affari religiosi e la cooperazione tra i media. Secondo il sito web d’informazione turco “Ahval”, gli accordi di cooperazione includono anche il turismo e la gestione di disastri ed emergenze. “La Turchia punta a rafforzare le sue relazioni e rafforzare la cooperazione con i paesi del Golfo”, aveva detto ieri Erdogan a Istanbul prima di partire per il Qatar. “Manterremo le nostre relazioni con i nostri fratelli e sorelle nel Golfo, senza alcuna differenziazione, nel quadro dei nostri interessi comuni e del rispetto reciproco”, aveva affermato il presidente turco. Secondo il quotidiano turco “Daily Sabah”, Turchia e Qatar hanno firmato 68 di accordi dalla prima riunione del Comitato supremo strategico nel 2015. “Gli accordi che abbiamo stretto hanno ulteriormente rafforzato la nostra cooperazione”, aveva detto ancora affermato Erdogan.

Le relazioni tra Turchia e Qatar, stabilite nel 1972, hanno raggiunto un alto grado di intesa nell’ultimo decennio. Infatti, Ankara e Doha si sono trovati d’accordo su più scenari tra Medio Oriente e Nord Africa, come quello libico (in cui le parti hanno sostenuto il Governo di autorità nazionale riconosciuto dalla comunità internazionale) e quello siriano (in cui sostengono l’opposizione al presidente Bashar al Assad). Inoltre, nel 2017, allo scoppio della crisi del Golfo che ha visto il Qatar isolato dai Paesi confinanti a causa dei suoi legami con l’Iran e i Fratelli musulmani, la Turchia ha sostenuto Doha con aiuti economici e umanitari. Recentemente, con la visita di Mohammed bin Zayed Al Nahyan, il principe ereditario degli Emirati Arabi Uniti, ad Ankara, la Turchia ha aperto alla possibilità di diminuire le tensioni e la rivalità con Abu Dhabi e Riad.



La visita del presidente Erdogan presso l’alleato del Golfo giunge nel pieno di una grave crisi economica in Turchia: con un tasso di cambio assestato sulle 13,77 lire turche per dollaro statunitense e l’inflazione al 21 per cento, Ankara sta affrontando un periodo di difficoltà economica che potrebbe politicamente costare caro a Erdogan, alla luce dei sondaggi che vedono il Partito giustizia e sviluppo (Akp) in calo nelle intenzioni di voto. Le politiche monetarie e finanziarie di Erdogan – impegnato nel continuo taglio dei tassi di interesse nella speranza di alleviare gli effetti della crisi sulla popolazione (al momento il tasso d’interesse nazionale è al 15 per cento dopo i tagli delle ultime settimane) -, unitamente all’impopolare scelta di licenziare Lefti Elvan, l’ormai ex ministro del Tesoro e delle finanze, hanno portato Ankara a valutare la possibilità di rivolgersi nuovamente all’alleato qatariota. Già nel 2018, a fronte della crisi della valuta e del debito della Turchia, il Qatar investì circa 15 miliardi di dollari nel Paese mediterraneo e firmò una collaborazione finanziaria tra la Banca centrale del Qatar e l’istituzione omologa turca (tre miliardi di dollari investiti in uno scambio di valuta conveniente per Ankara), dando linfa vitale all’economia dell’alleato.

Ieri sera, il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, aveva dichiarato che il Qatar farà del suo meglio per sostenere la Turchia nell’attuale situazione economia e ha “piena fiducia nell’economia turca che poggia su solide basi”. Nella conferenza stampa congiunta con l’omologo turco, Mevlut Cavusoglu, il capo della diplomazia qatariota aveva inoltre ribadito che Doha e Ankara continueranno a lavorare insieme per migliorare gli sforzi umanitari ed economici in Afghanistan e per garantire che l’aeroporto internazionale di Kabul continui funzionare. Da parte sia, il ministro turco Cavusoglu aveva affermato che la Turchia sta cercando di lavorare per “la pace e la stabilità” in Afghanistan, esortando la comunità internazionale a impegnarsi nel dialogo con i talebani e invitandoli a “differenziare” tra il lato politico e quello umanitario. “Questo è ciò che abbiamo fatto poiché gli afgani hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria”, aveva affermato, aggiungendo che la Turchia sta cooperando con il Qatar per offrire assistenza umanitaria e garantire che l’aeroporto di Kabul rimanga aperto.

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