Quirinale: il centrodestra accelera su Berlusconi, Pd tiene direzione decisiva

Letta: "Il prossimo presidente della Repubblica deve essere super partes, no elezioni nel 2022"

Salvini-Meloni-Berlusconi

Il prossimo Presidente della Repubblica deve essere una figura di garanzia e super partes in cui possano ritrovarsi tutte le componenti della società: non un capo politico o una figura divisiva, ma una figura istituzionale e super partes che possa rappresentare tutti. Lo ha affermato il segretario del Pd, Enrico Letta, nel suo intervento di oggi alla direzione del Pd. «(Il prossimo presidente) dovrebbe essere in continuità con il modello rappresentato da Sergio Mattarella, in cui possono incontrarsi tutte le componenti della società, capace di guidare le nostre istituzioni e sanzionare nel migliore dei modi l’unità del nostro sistema, in profonda sintonia con la nostra Paese”, ha detto Letta. L’idea che si vada al voto nel 2022, e che la macchina del sistema pubblico si fermi proprio nel momento in cui bisogna dare il massimo per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), va messa totalmente da parte, ha dichiarato il segretario Dem.



“In questo momento c’è un’abnorme crescita del costo delle materie prime che in tutto il mondo, e in Italia in particolare, sta creando per le imprese e le famiglie condizioni insostenibili per il costo della bolletta elettrica. Per questo è necessario un nuovo intervento. Noi abbiamo messo in campo proposte e il governo ha fatto delle aperure, e anche per questo insistiamo sulla necessità di una continuità di governo”, ha proseguito Letta, ribadendo che la via maestra per l’abbattimento del costo dell’energia sia quella di ridurre la tassazione. “Nella legge di bilancio sono stati approvati 4 miliardi di euro (in questa direzione), ma la fiammata continua e noi crediamo che questa rappresenti l’altra grande priorità”, ha detto il segretario del Pd, che ha poi elencato una serie di altre priorità per il governo quali la riforma e l’estensione degli ammortizzatori sociali, la lotta alla precarietà dei giovani e l’occupazione femminile e giovanile. “Si tratta di tante scelte che hanno bisogno di un’accelerazione, per questo propongo a tutte le forze politiche alleate una messa a punto delle scelte e delle strategie comuni”, ha aggiunto.

Secondo Letta non c’è diritto di precedenza da parte del centrodestra per indicare il nome del prossimo Presidente della Repubblica: questo diritto non c’è, i numeri non lo assegnano e la scelta di Matteo Salvini e Giorgia Meloni scommettere su Silvio Berlusconi è profondamente sbagliato. «Forse il nostro atteggiamento rispettoso nei confronti delle istituzioni è stato confuso con l’idea che ci sono numeri in parlamento per i quali il centrodestra ha diritto di precedenza: questo diritto non esiste, i numeri non lo assegnano e la scelta fatta ieri come se il Presidente della Repubblica fosse di competenza esclusiva del centrodestra è profondamente sbagliato in quanto non legato alla dinamica che stiamo vivendo”, ha detto Letta. “Oggi in parlamento nessuno ha la maggioranza, c’è un sindacato di le minoranze e ciascuno di noi deve considerare (questa situazione) con un lavoro basato sul rispetto, delicatezza e responsabilità. Al momento, mettere i nomi in campo significa sostanzialmente nomi accesi che potrebbero essere posti il ​​veto da altri partiti politici. Intendiamo prendere una posizione costruttiva per dare al Paese un Presidente della Repubblica che sia sulla scia dello straordinario settennale di carriera di Sergio Mattarella”, ha aggiunto il segretario.



Secondo il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica «è per noi un’opzione inammissibile e inaccettabile. Il centrodestra – continua Conte su Twitter – non blocca l’Italia. è un Paese che soffre e attende risposte, non possiamo giocare sulle spalle delle famiglie e delle imprese”, conclude. Una bocciatura arriva anche dal leader dell’Italia viva, Matteo Renzi, secondo il quale se il centrodestra presenta al Quirinale “un candidato che è nell’interesse dell’Italia, autorevole, credibile e adatto, siamo pronti a votarlo “. Ma, ha aggiunto, “bisogna capire chi è” e comunque “il centrodestra dovrà presentare un nome diverso da quello di Berlusconi. Vedremo se ci riuscirà”. Il sostegno invece arriva dall’Europa , con il capogruppo del PPE al Parlamento europeo, Manfred Weber, che in un’intervista al “Corriere della Sera” afferma che “Berlusconi dovrebbe avere l’opportunità di dimostrare di essere pronto a unirsi”.

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