Rabat risponde al Parlamento europeo: “Ceuta è una città marocchina occupata”

E' quanto affermato dal presidente della Camera dei rappresentanti del Marocco Habib el Malki

marocco ceuta

La Camera dei rappresentanti del Marocco ha definito l’exclave spagnola di Ceuta come una “città marocchina occupata” e ha denunciato “secondi fini” e “falsità” nella mozione approvata dal Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani al confine tra Spagna e Marocco. In un comunicato diffuso ieri sera dopo una riunione d’urgenza, la camera bassa del parlamento bicamerale nordafricano ha respinto “le numerose disposizioni inopportune contenute nel testo” del Parlamento europeo, oltre a sottolineare che “è evidente che si tratta di una manovra per distogliere l’attenzione da una crisi politica tra Marocco e Spagna”. Si tratta, secondo la nota della Camera dei rappresentanti, di “un vano tentativo di europeizzare una crisi bilaterale, la cui origine è nota e le cui responsabilità sono ben definite”. Da parte sua, il presidente della Camera dei rappresentanti, Habib el Malki, ha detto che “Ceuta non è un territorio europeo ma una terra marocchina situata nel territorio del Regno del Marocco”. Per El Malki, citato dal sito web marocchino “Le Desk”, la mozione dell’Eurocamera è stata “profondamente modificata” rispetto alla bozza e questo rappresenterebbe una “grande vittoria” della diplomazia marocchina e “un fallimento per la Spagna”.



Il Parlamento europeo ha adottato ieri, con 397 voti favorevoli, 85 contrari e 196 astensioni, una risoluzione sulla situazione dei diritti umani al confine tra Spagna e Marocco, con cui respinge l’uso del controllo delle frontiere e della migrazione da parte del Marocco, e in particolare dei minori non accompagnati, come pressione politica contro la Spagna. I deputati hanno deplorato in particolare la partecipazione di bambini, minori non accompagnati e famiglie ai recenti attraversamenti di massa del confine dal Marocco alla città spagnola di Ceuta, mettendo in evidente pericolo la loro vita e la loro sicurezza. Il Parlamento ha ricordato che dal 17 maggio 2021 si è verificata un’impennata senza precedenti di attraversamenti verso il territorio spagnolo. Circa 9 mila persone sono entrate, nuotando o camminando, nella città autonoma di Ceuta dopo che la polizia marocchina ha temporaneamente allentato i controlli alle frontiere, aperto i cancelli della recinzione di confine e non ha adottato alcuna misura per fermare l’ingresso illegale.

La risoluzione dell’Eurocamera ha affermato che questa crisi è stata innescata dal Marocco a causa delle tensioni diplomatiche tra il Paese nordafricano e la Spagna, e non è in realtà legata alla migrazione, ma piuttosto alla Spagna, che ha accolto e ricoverato in ospedale Brahim Ghali, il leader del Fronte Polisario. Il testo invita Spagna e Marocco a lavorare a stretto contatto per consentire il rimpatrio dei bambini marocchini, che deve essere guidato dall’interesse superiore del minore e realizzato nel rispetto del diritto nazionale e internazionale, in particolare della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.



La crisi tra Marocco e Spagna ha già portato ad alcune conseguenze concrete, come la decisione del governo di Rabat di escludere i porti spagnoli dall’operazione di “Attraversamento dello stretto (Ope)” che regola dal 1987 il flusso di viaggiatori marittimi tra il Paese nordafricano ed il resto d’Europa. L’Ope inizia solitamente a giugno e finisce a settembre e nelle ultime edizioni ha regolato il passaggio dall’Europa al Marocco di tre milioni di passeggeri ogni estate e quasi 800 mila veicoli. Quest’anno, i marocchini residenti all’estero che si imbarcano a Sète, Marsiglia o a Genova dovranno sottoporsi a un test Pcr anti-Covid prima dell’imbarco e, una volta a bordo, sarà effettuato un altro test. Non solo. Secondo fonti stampa marocchine, alla Spagna sarebbe stato impedito di partecipare in Marocco alle esercitazioni militari “African Lion 2021”. Nelle scorse ore, peraltro, le forze di Stati Uniti e Marocco hanno svolto esercitazioni militari con munizioni vere nella località di Mahbès, nel Sahara occidentale. Il Marocco controlla e governa la maggior parte del Sahara occidentale dal 1975 e rivendica la sovranità sul tratto dei territori desertici meridionali, ricchi di fosfati e di potenziali giacimenti di idrocarburi. Tuttavia, per le Nazioni Unite, il Sahara occidentale resta un territorio conteso tra Marocco e il Fronte Polisario, gruppo che rivendica l’autodeterminazione, a sua volta foraggiato dalla vicina Algeria.

Oltre agli Stati Uniti e al Marocco, la 17esima edizione di Africa Lion 2021 vede la partecipazione di Brasile, Canada, Tunisia, Senegal, Paesi Bassi, Italia, Regno Unito dell’Alleanza Atlantica, oltre a osservatori militari di circa 30 Paesi in rappresentanza di Africa, Europa e America. Con l’obiettivo di spingere Rabat a normalizzare le relazioni con Israele, tra il 2020 e il 2021, l’amministrazione Usa guidata da Donald Trump ha avviato il percorso diplomatico per riconoscere formalmente la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale, annunciando in gennaio la futura apertura di un consolato nella città di Dakhla. Ad oggi non è ancora chiaro se il nuovo presidente Joe Biden porterà avanti la politica del suo predecessore.

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