Recovery, Draghi: “Tempi brevi per l’analisi del piano, ma profondo rispetto per il Parlamento”

La Camera con 442 sì, 19 no e 51 astenuti ha dato il via libera alla risoluzione

draghi

Questa mattina nell’attesa replica alle Comunicazioni sul Pnrr, in Aula alla Camera, il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha voluto per prima cosa scusarsi con il Parlamento per i tempi brevi rimasti per l’analisi del piano stesso. “Ribadisco il profondo rispetto che il governo ed io abbiamo per il Parlamento ma oggettivamente i tempi erano ristretti perché se si presenta prima il piano si accede prima ai fondi”, ha voluto sottolineare il presidente ribadendo però che sulla strada per portare a termine le riforme, complementari al piano stesso, “il Parlamento avrà un ruolo determinate ed il dialogo non è finito perché il contributo che questo può dare è solo all’inizio”. La Camera con 442 sì, 19 no e 51 astenuti ha dato il via libera alla risoluzione.



Tornando ai contenuti del piano, il presidente ha innanzitutto voluto chiarire alcune questioni relative alla governance: “Gli enti locali sono i veri attuatori del piano perché sono loro ad avere contezza dei bisogni del territorio: non c’è lo Stato contro gli Enti locali”. Ci sarà però, come annunciato ieri, una specifica task force a palazzo Chigi, e a breve “il governo del piano sarà stabilito da un provvedimento normativo”. Gli obiettivi del Pnrr, ha ribadito oggi Draghi “sono ambiziosi”. Ci saranno 6,3 miliardi per le reti ultra veloci, 8 miliardi per cultura e turismo, 3,6 miliardi per lo sviluppo dell’idrogeno, 500 milioni per “Roma Caput Mundi”, e 15 miliardi per “la vera alta velocità” che consentirà di viaggiare “da Roma a Torino e da Roma a Reggio Calabria” nello stesso tempo. Un miliardo anche per il mondo dello sport “che da oggi ha piena dignità nelle politiche pubbliche del nostro Paese”.

Poi il capitolo relativo all’ecobonus, misura che “non tira” perché “le procedure sono troppo complesse. Con un dl che presenteremo entro maggio interveniamo con importanti semplificazioni”. In materia di riforme il presidente ha poi chiarito che quella del sistema fiscale “fa parte di quell’insieme di riforme che, sebbene non ricomprese nel perimetro delle azioni previste dal Piano, devono accompagnarne l’attuazione”. Inoltre a semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni “è obiettivo essenziale per la riuscita del Piano e, più in genere, per il rilancio del settore delle costruzioni”. Per questo, ha chiarito, “intendiamo riformare la disciplina nazionale per renderla più snella rispetto a quella vigente”. Intanto “le riforme previste nel Piano sono accompagnate da indicazioni sulle tempistiche. Sarà approvato un Dl già a maggio 2021, con gli interventi urgenti di semplificazione. Questo lavoro proseguirà in modo progressivo e costante fino al 2026”.



 

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