Recovery, il Consiglio dei Ministri slitta alle 21.30

Dalla maggioranza si segnalano criticità in particolare sulla richiesta di proroga anche per il 2023 del superbonus

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Il Consiglio dei ministri, convocato per stamattina alle 10 a palazzo Chigi e poi slittato, secondo quanto si apprende dovrebbe riunirsi alle 21:30. Il Consiglio procederà ad un esame informale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il principale nodo politico, che sembra però superato, riguarda il superbonus, sulla cui proroga fino al 2023 spingono Movimento 5 stelle, Partito democratico e Forza Italia anche se sarebbe finanziato solo fino al 2022 con i fondi europei e per il 2023 con la prossima legge di bilancio. Su questo la delegazione del M5s in Cdm chiederà garanzie nero su bianco. “Dopo settimane di lavoro, siamo contenti di constatare che nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ci siano oltre 10 miliardi di euro per il superbonus. Inoltre nel fondo investimenti ci sono altri 8 miliardi di euro”, spiega la delegazione pentastellata al governo a firma dei ministri degli Esteri Luigi Di Maio, delle Politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli, per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e per le Politiche giovanili Fabiana Dadone. Sul tema è intervenuto anche l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che su Facebook ribadisce come “il superbonus 110 per cento è una misura fondamentale per consentire non solo di salvaguardare il nostro Pianeta e abbattere in modo significativo le emissioni, ma anche per permettere a milioni di famiglie di risparmiare sui costi dell’energia e di rendere più sicure le proprie case sul piano antisismico”. Con il superbonus “si sta investendo su un patrimonio immobiliare vetusto, si stanno creando migliaia di posti di lavoro con cantieri diffusi su tutto il territorio”, sottolinea.



Anche il Pd è a favore di una proroga. Andrea Marcucci, senatore dem, si è detto a favore al superbonus 110 fino al 2023. “Aiuta le imprese, mette in sicurezza le case, riduce le immissioni. Va assolutamente prorogato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”. Ma i democratici ribadiscono anche la centralità di donne e giovani nel piano e chiedono una clausola di condizionalità trasversale a favore dell’occupazione femminile e giovanile. Anche Forza Italia “è al lavoro, con i suoi ministri, per la proroga e per l’estensione del superbonus”, spiega il coordinatore nazionale di FI, Antonio Tajani, che aggiunge: “Abbiamo chiesto semplificazioni e l’estensione a tutte le abitazioni: non possiamo accettare che diventi una misura solo per le case popolari con l’esclusione di milioni di famiglie”. “Prendiamo favorevolmente atto delle ultime rassicurazioni del governo sulla volontà di prorogarlo al 2023, ma il tira e molla di queste ore ci pare inspiegabile”, sottolinea la presidente dei senatori di FI Anna Maria Bernini. “Il superbonus è infatti a tutti gli effetti debito buono, a differenza del cashback, due provvedimenti che invece sono stati posti surrettiziamente sullo stesso piano”, aggiunge.

Intanto il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, definisce “sconcertante” quanto sta accadendo attorno al Pnrr. “Il Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto discutere del provvedimento da ieri – spiega in una nota – continua ad essere rinviato, e apprendiamo da retroscena che forse oggi dovrebbe svolgersi. In tutto questo il Parlamento è tenuto all’oscuro sia delle ragioni di tali rinvii, delle presunte trattative in corso su questo documento ma soprattutto del testo del piano stesso”. Per Ciriani “siamo ai limiti della costituzionalità. Come ha ribadito Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia ma anche dell’unica opposizione, chiediamo il rinvio del dibattito parlamentare, in quanto è inaccettabile che a 48 ore dall’esame alla Camera non sia disponibile un testo”, conclude il capogruppo al Senato di Fd’I.



Nonostante il dibattito tra i partiti prosegue però il confronto con Bruxelles sulle riforme che dovranno accompagnare il Pnrr. Sarebbe questo alla base della mancata nuova convocazione del Cdm, che potrebbe tenersi nel tardo pomeriggio o slittare a domani nonostante la fitta agenda del premier per le celebrazioni del 25 aprile. Draghi, insieme ai tecnici del Mef, starebbero lavorando con Bruxelles sulla definizione del testo e per risolvere anche altri aspetti inerenti alle principali riforme contenute nel Pnrr.

 

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