Regionali Madrid: oggi 5 milioni al voto con il Partito popolare grande favorito

Storicamente l'affluenza alle elezioni regionali di Madrid è sempre stata superiore al 60 per cento

Oggi 5.112.658 madrileni saranno chiamati a votare alle elezioni regionali per la Comunità di Madrid: 4.783.528 residenti nella regione e 329.130 all’estero (il maggior numero concentrato in Messico e Stati Uniti). Queste elezioni si svolgeranno in un delicato contesto epidemiologico dovuto al Covdi-19 ed in un giorno lavorativo. Il voto per posta (230 mila) ha registrato un incremento del 42,8 per cento rispetto alle elezioni del 2019. Gli elettori avevano tempo fino al 30 aprile per esprimere la loro preferenza se residenti al di fuori della Comunità di Madrid o fino a ieri se lo hanno fatto all’interno del territorio regionale. Per i residenti all’estero il tempo massimo per votare per posta, inviando la scheda all’ufficio consolare era il 30 aprile, mentre si potrà votare in presenza fino ad oggi. I lavoratori avranno diritto al permesso retribuito consegnando al datore di lavoro il giustificante che sarà consegnato al termine del voto. I 6.502 seggi elettorali saranno aperti dalle 9 alle 20 e per garantire la sicurezza sono state predisposte alcune misure preventive per limitare al massimo la possibilità di diffusione di contagi. In ogni seggio ci sarà un addetto alla sicurezza incaricato di controllare l’accesso e di assicurare il rispetto delle norme sanitarie. Ci saranno gel igienizzante, che sarà obbligatorio per gli elettori, mascherine chirurgiche da mettere sopra quelle che indossano, ventilazione, pulizia continua e un percorso di entrata e uscita differenziato. Inoltre, coloro che hanno più di 65 anni o hanno una disabilità avranno la priorità per entrare, insieme ai loro accompagnatori, se ne hanno bisogno.

Date le circostanze, i seggi elettorali devono essere situati ad una distanza minima di tre metri l’uno dall’altro e la lunghezza di ogni seggio elettorale deve consentire una separazione di 1,5 metri tra i membri che avranno a disposizione una mascherina Ffp2. Inoltre, ogni componente del seggio dovrà disinfettare la propria area di lavoro e usare la propria penna. Non è previsto, al momento, alcun tipo di test anti-Covid per i membri dei seggi elettorali o al resto del personale che parteciperà alla giornata elettorale. Potranno votare anche i cittadini positivi al coronavirus, in quarantena o che sono stati a contatto con un contagiato ma non hanno ancora effettuato il test o ricevuto il risultato. In questo caso le autorità locali hanno raccomandato che si presentino ai seggi tra le 19 o le 20 in quanto si presume che il tasso di affluenza sarà più basso.

Storicamente l’affluenza alle elezioni regionali di Madrid è sempre stata superiore al 60 per cento (il 65,7 per cento nel 2015 ed il 64,2 per cento alle ultime del 2019), tranne che nel 1991, quando si era attestata al 59 per cento. Isabel Diaz Ayuso, del Partito popolare spagnolo (Pp), Angel Gabilondo del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe), Pablo Iglesias di Unidas Podemos, Monica Garcia di Más Madrid, Rocio Monasterio di Vox ed Edmundo Bal di Ciudadanos si contenderanno la presidenza della Comunità di Madrid. La maggior parte dei sondaggi pubblicati dai media spagnoli vedono la candidata del Pp, Isabel Diaz Ayuso, vincitrice con un ampio margine delle elezioni ma con l’incognita di non riuscire ad ottenere la maggioranza assoluta per poter formare una giunta monocolore. Se questo scenario dovesse trovare conferma nelle urne, un’alleanza con il partito di estrema destra Vox che prevede l’ingresso nel governo locale o un appoggio esterno sembra l’unica via percorribile.

Il partito di ispirazione liberale Ciudadanos (Cs) con il quale Isabel Diaz Ayuso ha governato nei primi due anni di mandato sta attraversando una profonda crisi politica e potrebbe non raggiungere la soglia minima del 5 per cento per avere diritto ad una rappresentanza parlamentare nell’Assemblea di Madrid. Secondo il sondaggio di “Demoscopica” del 27 aprile, il Pp otterrebbe il 41,3 per cento a 10 seggi dalla maggioranza assoluta di 69 ed avrebbe bisogno del sostegno di Vox al 9,4 per cento. Il solo Pp raccoglierebbe, dunque, quasi la stessa percentuale della somma dei partiti di sinistra: Partito socialista operaio spagnolo (Psoe), Más Madrid e Unidas Podemos (45,1 per cento). Il Psoe che aveva vinto le elezioni regionali del 2019 scenderebbe sotto la soglia del 20 per cento (19,7) il suo peggior risultato di sempre, inseguito a pochi punti da Más Madrid (17,6).

L’unico sondaggio autorevole, in controtendenza rispetto a quelli pubblicati da altri istituti demoscopici, è quello pubblicato dal Centro di investigazione sociologica (Cis) il 22 aprile. Il Pp rimarrebbe la forza con il 36,7 per cento dei voti, seguito dai socialisti di Angel Gabilondo al 23,4 per cento. Ma la somma dei voti del blocco di sinistra (73) supererebbe quello di destra in percentuale di voti con il 46,9 per cento contro il 44,9 per cento (e 67 seggi). Secondo una simulazione statistica del quotidiano “El Pais”, al 71 per cento ci sarà una maggioranza di destra Pp-Vox, al 16 per cento di sinistra (Psoe, Más Madrid e Unidas Podemos). Mentre al 9 per cento Ciudadanos (Cs) sarà decisivo se supererà la soglia del 5 per cento ed i suoi seggi saranno necessari sia a destra che a sinistra. Infine la possibilità che i due blocchi pareggino è del 4 per cento.

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