Repubblica Ceca: la vittoria dell’opposizione sancisce la fine dell’era Babis

La coalizione di opposizione Spolu ha prevalso alle elezioni contro il partito di governo

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La coalizione di opposizione Spolu ha vinto le elezioni parlamentari in Repubblica Ceca, superando nel finale dello spoglio il partito Ano del premier uscente Andrej Babis. Secondo i dati ufficiali, ripresi dall’emittente televisiva pubblica “Ct24”, Spolu si è aggiudicata il 27,7 per cento delle preferenze, con un minimo scarto su Ano, fermo al 27,1. Decisivo lo scrutinio delle schede a Praga, dopo che le prime fasi dello spoglio sembravano indicare la vittoria di Babis e un possibile governo di coalizione con la formazione populista Libertà e democrazia diretta (Spd). Con ormai oltre il 99,9 per cento dei voti conteggiati, la nuova maggioranza ceca dovrebbe invece passare da Spolu e dalla coalizione formata da Pirati e Sindaci e indipendenti (Stan), sebbene il presidente Milos Zeman sembri intenzionato ad assegnare il mandato al partito che ha ottenuto più consensi, e non alla coalizione. Se anche dovesse provare Babis a formare il governo, il 27,1 di Ano sommato al 9,5 dell’Spd porta a eventuali 92 seggi, che non basteranno a fronte dei 108 deputati combinati di Spolu e Pirati + Stan (che ha preso il 15,6 per cento). Spolu è costituita da Partito democratico civico (Ods), Tradizione responsabilità prosperità 09 (Top09) e Unione cristiana e democratica – partito popolare cecoslovacco (Kdu-csl), tre formazioni di centrodestra. L’affluenza stimata è del 65,5 per cento degli aventi diritto, superiore al 60,8 per cento della precedente tornata, nel 2017.



I commenti dei protagonisti

I primi a commentare l’esito delle elezioni sono stati i leader di Spolu e di Pirati-Stan, che hanno parlato di un voto che ha ulteriormente diviso la Repubblica Ceca, ragion per cui sarà ora necessario lavorare per riunire questa spaccatura all’interno della popolazione. Nelle loro dichiarazioni tutti i leader hanno rilevato come già questa sera vi sarà una prima riunione dei vertici delle due coalizioni per discutere la possibile formazione di un nuovo governo. Petr Fiala, leader di Spolu, ha parlato di una “vittoria delle coalizioni democratiche”, in riferimento al carattere populista sia del partito di governo uscente, Ano, che del movimento di destra Spd. In tal senso, Fiala ha anche detto che è “stata scongiurata una deriva simile a quelle che vediamo in Ungheria e Polonia”. Interrogato sul possibile ostruzionismo da parte del presidente Zeman, Fiala ha dichiarato che “la maggioranza è chiara e il presidente non può ignorarla”. Zeman prima delle elezioni ha lasciato intendere di voler assegnare il mandato esplorativo al partito singolo che riceverà più voti, e con i risultati di oggi si tratterebbe ancora di Ano.

Bartos: “Noi penalizzati da campagna mediatica avversa”

Il leader del Pirato Pirata, Ivan Bartos, ha notato che i risultati sono, dal suo punto di vista, piuttosto deludenti. La coalizione infatti aveva dichiarato che un risultato sotto al 20 per cento sarebbe stato poco positivo. Anche il leader di Sindaci e indipendenti (Stan) Vit Rakusan ha notato che i risultati potevano essere migliori. Entrambi hanno però notato che la cooperazione tra Pirati e Stan “dura da cinque anni”. Bartos inoltre ha sottolineato “la gigantesca campagna condotta da alcuni media contro i Pirati durante gli ultimi mesi”, campagna che probabilmente ha influito sui risultati. Rakusan ha poi notato che “un governo di 5 partiti non sarà facile”, ed ha ribadito che “con gli oligarchi e gli estremisti non intendiamo trattare”, chiudendo così la porta a possibili trattative con Ano e Spd. Il leader di Spd, Tomio Okamura, ha invece apprezzato il fatto che queste elezioni confermano il ruolo del suo movimento “come unica vera formazione patriottica nel parlamento ceco”. Secondo Okamura, Spd “non ha fatto errori, i risultati sono di un punto inferiori al 2017 perché sono comparsi altri partiti simili al nostro”.



Babis: “Coalizione vincente nata per eliminarmi”

Da parte sua, Babis ha fatto le congratulazioni ai vincitori delle elezioni politiche in Repubblica Ceca. Il premier uscente ha aggiunto però che “il risultato di queste elezioni è chiaramente determinato da cinque partiti che si sono uniti al solo scopo di eliminarmi”. “In ragione delle cause che sono state inventate e indirizzate alla mia persona, ritengo che il risultato di Ano sia comunque un successo”, ha detto Babis. “Questo testimonia che Ano non è un prodotto usa e getta e molti elettori confermano la fiducia al partito”, ha dichiarato il premier uscente.

Gli scenari aperti dai risultati

Al netto dell’esito dei negoziati parlamentari, dalle elezioni emergono finora due dati: la sconfitta di Babis, che ha puntato la propria campagna su toni sovranisti ed euroscettici, nel contesto della disputa diretta con Bruxelles relativa al proprio conflitto di interessi, e l’uscita dalla Camera dei deputati dei partiti della sinistra tradizionale, vale a dire Partito socialdemocratico ceco (Cssd) e Partito comunista di Boemia e Moravia (Kscm). Entrambe le formazioni hanno collaborato con Ano negli ultimi anni: il Cssd ha costituito il partner di minoranza nel governo, mentre i comunisti hanno fornito sostegno esterno all’esecutivo guidato da Babis. I due partiti hanno preso una percentuale di voti che non gli permetterà di superare la soglia di sbarramento per la Camera dei deputati, fissata al 5 per cento. Nel 2013, Cssd e Kscm furono rispettivamente il primo e terzo partito alle elezioni parlamentari in Repubblica Ceca. I leader delle due formazioni della sinistra tradizionale, vale a dire Vojtech Filip per i comunisti e Jan Hamacek per il Partito socialdemocratico, hanno già rassegnato le dimissioni.

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