Restrizioni anti Covid e vaccino obbligatorio, proteste in Romania

Circa mille persone si sono radunate nel centro della capitale

Usr-Plus

Nella serata di ieri si è svolta a Bucarest una nuova protesta contro le misure restrittive imposte dal governo della Romania e l’obbligo di di vaccinazione contro il Covid-19. Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva “Digi 24”, circa mille persone si sono radunate nel centro della capitale esponendo striscioni contro la vaccinazione obbligatoria e le misure anti-contagio disposte dalle autorità.



La manifestazione era stata autorizzata dal prefetto a condizione che i partecipanti aderissero alle misure di sicurezza e concludessero il sit-in entro un certo orario. Nonostante ciò, molti manifestanti non indossavano dispositivi di protezione individuali né mantenevano le regole di distanziamento sociale. Secondo la testata giornalistica, la protesta è andata avanti dopo le 20 (ora locale) nonostante il coprifuoco notturno.

Il governo di Bucarest ha prorogato di 30 giorni, dal 13 aprile, lo stato di allerta sul territorio della Romania nel contesto della pandemia di coronavirus, mantenendo le misure restrittive. Lo riferisce lo stesso esecutivo con un comunicato. Sono stati decisi alcuni allentamenti delle restrizioni per il periodo della Pasqua ortodossa, affinché i fedeli possano andare a messa. Allentate una serie di restrizioni anche per i fedeli musulmani durante il Ramadan. Inoltre, saranno aperte le stazioni turistiche sul litorale del Mar Nero, nel rispetto delle regole in vigore, ma a una capienza ridotta al 70 per cento, come previsto per le stazioni montane. Decise misure anche per quanto riguarda l’accesso dei sacerdoti negli ospedali su richiesta dei malati e modificate le condizioni di partecipazione ai funerali.



Il governo romeno ha istituito inoltre un Comitato interministeriale incaricato di gestire il ritorno alla normalità dal primo giugno 2021. Il Comitato stabilirà le misure per la prima fase di allentamento delle restrizioni, come annunciato nei giorni scorsi dal primo ministro romeno, Florin Citu, in una dichiarazione pubblica. Il premier ha sottolineato, tuttavia, che ciò può accadere solo se saranno vaccinate più persone possibili. Citu ha annunciato anche una seconda fase del ripristino della normalità entro fine luglio, quando dieci milioni di romeni dovrebbero essere già stati immunizzati. Il primo ministro ha spiegato che le restrizioni dovrebbero essere allentate nell’ordine contrario alla loro introduzione. Citu ha escluso in precedenza ’ipotesi di una serrata nazionale, menzionando come obiettivo la “distensione economica” del Paese, ma a condizione che tutta la popolazione si vaccini. “Non stiamo prendendo in considerazione l’isolamento. Mi sono opposto fin dall’inizio: ho detto che non ci sarà nessun blocco nazionale in Romania”, ha detto Citu. Il capo del governo di Bucarest ha anche smentito le dichiarazioni del ministro della Salute, Andreea Moldovanu su una possibile chiusura di due settimane, definendole “solo un esempio teorico e non una proposta”.

Intanto il Partito socialdemocratico (Psd) della Romania ha impugnato nei giorni scorsi presso la Corte d’Appello di Bucarest, la decisione del governo che impone la chiusura dei negozi alle 18 nelle località dove il tasso di incidenza dei casi Covid è superiore a 7,5 persone per mille abitanti. Se il tasso di incidenza è compreso tra il 4 e il 7,5 per cento, i negozi chiudono invece alle 18 solo il venerdì, il sabato e la domenica. Secondo il documento, il Partito socialdemocratico contesta questa misura, affermando che “ha un impatto con effetti devastanti sia sull’ambiente imprenditoriale che sulla società nel suo insieme”.

Il documento afferma inoltre che la decisione del governo non ha una valutazione d’impatto preliminare ed è immotivata. I socialdemocratici sostengono inoltre che “la chiusura prematura dell’attività degli operatori economici dopo le 18, proprio quando le persone tornano a casa dal lavoro, colpisce sia gli interessi degli operatori economici che dei consumatori, che non sono in grado di procurarsi ciò di cui hanno bisogno per vivere dopo una giornata di lavoro”. “Come risultato di queste misure, il blocco finanziario nell’economia si approfondirà e l’insoddisfazione generale della popolazione raggiungerà livelli insospettati”, affermano i socialdemocratici. Per questo motivo il Psd chiede l’annullamento dell’atto amministrativo “per il danno arrecato ai legittimi diritti dei cittadini”.

Nonostante l’ondata delle recenti proteste contro le restrizioni imposte per contenere la pandemia n Romania, le autorità del Paese hanno annunciato che non intendono allentare queste misure. Il premier ha spiegato in precedenza che le ultime misure sono state prese perché ultimamente è aumentato parecchio il numero di nuovi contagi e delle persone ricoverate nelle terapie intensive. “Tuttavia, le misure applicate in Romania sono meno restrittive rispetto a quelle prese da altri Stati dell’Ue. Le nuove misure hanno lo scopo di aiutarci a superare questo periodo difficile, di diminuire il diffondersi del coronavirus”, ha dichiarato il premier secondo cui la decisione non è stata affatto facile ed è stata presa dopo più consultazioni con esperti, autorità locale, ma anche con rappresentanti della chiesa.

“Ho chiesto agli specialisti soluzioni per riuscire a rallentare il diffondersi del virus per un certo periodo, al fine di accelerare la campagna vaccinale, perché dobbiamo sapere tutti che l’unica soluzione per uscire dalla pandemia è la vaccinazione”, ha detto Citu.

 

Leggi altre notizie su Nova News
Seguici su FacebookTwitterLinkedInInstagram