Ricciardi dice no alle chiusure per i no vax

"L'Austria - ha detto il consulente di Speranza- ha un tasso di incidenza dieci volte quello italiano"

no vax

Non abbiamo bisogno di un lockdown per i non vaccinati, come chiesto dalle Regioni. Ne è convinto Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, secondo cui “il nostro governo ha preso decisioni tempestive anche se non ci mettono completamente al sicuro con 7 milioni di italiani ancora non vaccinati”. Ricciardi ha spiegato che l’Austria “ha fatto questa scelta drammatica perché era in ritardo con le coperture vaccinali e i risultati si sono visti”. Hanno “tassi di incidenza dieci volte superiore ai nostri e sono dovuti correre ai ripari”, ha sottolineato il consulente del ministero”.



La richiesta delle Regioni di adottare il “modello austriaco” per l’applicazione delle misure restrittive legate alle fasce di colore, infatti, al momento “non è sul tavolo” del governo. Ieri del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha manifestato la voglia di chiedere insieme agli altri governatori che le possibili misure restrittive valgano solo per le persone non vaccinate. Da lunedì, infatti, in Austria il lockdown riguarderà solo i non vaccinati. Il governo però sembra frenare, anche perché non ci sono le premesse, né in termini numerici di contagi né di fattibilità, per procedere in quel senso. Per il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, “ad oggi non sono necessarie ulteriori restrizioni: è sufficiente far rispettare le regole esistenti: tuttavia se la situazione della diffusione del virus in alcune regioni dovesse aggravarsi, fino ad arrivare alla zona arancione, è evidente che il prezzo delle eventuali chiusure non lo possano e non lo debbano pagare i vaccinati”.

In Friuli Venezia Giulia “se dovessimo cambiare colore i vaccinati avranno maggiori libertà rispetto ai non vaccinati” ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. “Stiamo vivendo un aumento importante dei contagi. Abbiamo a livello regionale una partecipazione alla vaccinazione degli over 12 intorno all’82 per cento poco meno della media nazionale. Il 18 per cento di non vaccinati comporta il 70 per cento delle ospedalizzazioni allo stato attuale”, ha sottolineato. “Il 30 per cento degli ospedalizzati vaccinati – ha spiegato Fedriga – sono soggetti anziani e immunodepressi che hanno sviluppato una risposta scarsissima alla vaccinazione. Noi dobbiamo proteggere gli ospedali e coloro i quali hanno partecipato alla campagna vaccinale”.



“La situazione della pandemia nel nostro Paese mi sembra al momento sotto controllo. È vero, alcune Regioni rischiano di andare in zona gialla, ma con questa eventuale variazione di colore cambierebbe fortunatamente poco rispetto alla zona bianca”. Lo afferma in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. “Discorso diverso se il numero dei contagi e delle ospedalizzazioni dovessero continuare ad aumentare vertiginosamente nelle prossime settimane – aggiunge -. In quel caso sì, concordo con il presidente Fedriga e con il presidente Toti, se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni – il vero gradone è, a mio avviso, rappresentato dalla cosiddetta zona arancione – queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati. La stragrande maggioranza degli italiani ha dato fiducia alla scienza, e con senso di responsabilità nei confronti della comunità si è sottoposta al vaccino. Non sarebbe giusto far pagare a questa maggioranza la scelta incomprensibile di una minoranza”.

Per quanto riguarda il Veneto, invece, è il presidente Luca Zaia a lanciare l’allarme: “C’è preoccupazione nel gestire questo incremento di contagi lento e inesorabile e probabilmente passeremo anche in arancione e rossa se non si fermerà”. “Io ho speranza che questo incremento si fermi – ha aggiunto -. Fortunatamente abbiamo però le vaccinazioni”. “Davanti a mille contagiati – ha spiegato Zaia – non abbiamo ospedali pieni proprio perché abbiamo il vaccino. E’ stata fatta una proiezione: in una situazione come questa, senza vaccini, ci sarebbero 1.600 persone ricoverate”. L’occupazione ospedaliera invece “è ancora gestibile con 381 ricoverati ma comincia a farsi sentire con oltre 400 persone in terapia intensiva tra pazienti Covid e non Covid”, ha però precisato.

Per Francesco Boccia, ex ministro per gli Affari regionali e responsabile Regioni ed Enti locali della segreteria nazionale del Partito democratico, “gli sforzi della campagna di vaccinazione sono tutti sulle spalle degli operatori sanitari e dalle strutture sanitarie sui territori. Le Regioni, per potenziare gli ospedali e poter correre spediti sulle vaccinazioni – ha aggiunto -, hanno anticipato risorse ingenti nel 2021, così come nel 2020, e alcune tra loro, se il governo non trova le stesse soluzioni trovate l’anno scorso, rischiano di ritrovarsi in disavanzo. E sarebbe un danno inaccettabile per il solo fatto di aver sostenuto gli sforzi necessari ad assicurare una campagna di vaccinazione capillare. Sforzi che rischiano di essere danneggiati dalla quota di non vaccinati che persiste”. Anche per questo motivo “fa rabbia continuare a sentire i No vax che rifiutano il vaccino, la loro totale irresponsabilità rischia di essere pagata da tutti i cittadini che hanno seguito diligentemente medici e scienza. Il Paese, che si è protetto grazie alla massiccia vaccinazione, potrebbe avere già nelle prossime settimane alcune Regioni in zona gialla. Proprio a ridosso del Natale. Ma è sempre più chiaro che se i sette milioni di non vaccinati oggi vaccinabili passeranno l’inverno senza copertura – ha proseguito Boccia – determineranno un appesantimento delle reti sanitarie che danneggerà tutti, trascinando l’intero Paese a Natale in rosso”.

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