Rifiuti: consiglio in Città metropolitana Roma, respinto odg per lo stop alla discarica di Albano

Il piano rifiuti della Regione Lazio "è un problema che ciclicamente torna all'attenzione" ha detto Raggi

Bocciato l’ordine del giorno presentato da diversi consiglieri di centrosinistra tra cui il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli. Oggi nel corso della seduta straordinaria dedicata ai rifiuti in Città metropolitana l’Aula di Palazzo Valentini ha respinto i cinque punti d’impegno rivolti alla sindaca Virginia Raggi. Il documento chiedeva di: revocare immediatamente l’ordinanza di riapertura della discarica di Albano Laziale; ridiscutere presso la Regione Lazio i criteri di individuazione delle aree bianche con particolare riferimento all’introduzione di regole di salvaguardia per territori già oggetto di siti di discarica; programmare il raggiungimento da parte del Comune di Roma di livelli di differenziata compatibili con il resto dei Comuni dell’ex provincia; creare un meccanismo di concertazione con i territori dell’ex provincia; realizzare uno o più impianti di trattamento e una o più discariche nel sb ambito di Roma Capitale per rispondere ai suoi fabbisogni e a quelli dei territori che per anni ha vessato. Con il voto contrario degli esponenti del M5s l’ordine del giorno è stato respinto a termine di una seduta che ha visto contrapposti principalmente il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, e la sindaca di Roma e Città metropolitana, Virginia Raggi. “Arpa ha segnalato che i livelli degli inquinanti e contaminanti” nel suolo sottostante alla discarica di Roncigliano nel Comune di Albano Laziale “sono veramente alti. Non posso far altro che annunciare una denuncia penale riguardo quella che è la condizione ambientale del mio territorio. Ci sta rovinando e non possiamo far altro che reagire”, ha detto Borelli. “Porto qui la rabbia della mia città ma anche di tutti i sindaci dei Castelli romani. Lei – ha sottolineato il primo cittadino di Albano – ha già preannunciato che toccherà prossimamente a Colleferro e Guidonia, noi saremo a fianco a tutti coloro che saranno toccati da questo problema”.



Per il sindaco di Albano Laziale, la cui discarica ha riaperto per effetto di una ordinanza urgente della Città metropolitana, “gli sforzi fatti finora, da me e i miei cittadini che oggi sono arrabbiati e amareggiati, vengono cancellati perchè qualcuno non ha fatto il proprio dovere. Vorrei capire quale sia la prospettiva e quali sono le scelte che avete intenzione di portare avanti. È la prima volta che la vediamo in veste di sindaca di Città metropolitana qui sul tema dei rifiuti, non ha avuto la sensibilità, la correttezza e l’educazione di venire qui a parlare di rifiuti quando è stata sollecitata altre volte, anche anni fa: non ci ha mai considerato per quello che siamo. Ci ha considerato soltanto ora, per scaricarci addosso i suoi problemi. È un atteggiamento penoso – ha concluso – e insostenile”. La riapertura della discarica di Albano Laziale con ordinanza sindacale urgente di Città metropolitana “non è una decisione che ho preso a cuor leggero – ha replicato Raggi -, seppur sia in via temporanea, so che cosa comporti per quei cittadini. Nei tempi brevi non c’erano altre soluzioni alla crisi determinata dall’assenza degli impianti della Regione Lazio”.

Il piano rifiuti della Regione Lazio “è un problema che ciclicamente torna all’attenzione – ha aggiunto Raggi -, questo lo sanno bene alcuni Comuni della Città metropolitana, Anzio e limitrofi, ma lo sanno bene anche a Latina e Ponza. In tutto questo tempo, dal piano rifiuti della presidente Polverini del 2012 la Regione Lazio ha atteso 9 anni per farne uno nuovo, e nel mentre non ha autorizzato neanche un impianto, anzi gli impianti li ha chiusi. Questa è l’incapacità di assumersi responsabilità della Regione Lazio dopo la chiusura della discarica di Malagrotta, nel 2013, accolta con grandissima festa ed eco del Pd: giusto chiuderla, lì hanno scaricato non solo Roma ma molti altri Comuni, però dal 2012 il piano rifiuti non è stato nè attuato nè modificato impedendo alle città e alle provincie di pianificare”. La sindaca ha fatto quindi appello ai consiglieri e ai sindaci metropolitani: “Se il piano rifiuti della Regione Lazio è basato sulle discariche, faccio un appello ai consiglieri metropolitani e ai sindaci: troviamo soluzioni all’interno della nostra area metropolitana ma chiediamo anche che il piano rifiuti regionale sia rivisto e che si trovino soluzioni più moderne, perchè le discariche sono ultimo gradino di una serie di soluzioni che la Regione finora non ha voluto individuare”. Non è mancato lo scontro elettorale durante la seduta.



“Il piano rifiuti della Regione Lazio è stato bocciato anche dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani perchè è un piano che parla solo di discariche, abbiamo poco da confrontarci se la Regione Lazio ritiene che il problema dei rifiuti vada risolta soltanto con le discariche” e “il Pd se vuole una discarica a Roma lo deve dire, lo deve dire ai suoi concittadini che si apprestano a votare la coalizione”, ha affermato la sindaca Raggi. “Abbiamo un dovere a Roma, quello di chiudere il ciclo dei rifiuti e chi si appresta a governarla deve spiegare come intende chiudere il ciclo dei rifiuti. Spiace che la sindaca non legga le proposte del candidato (del centrosinistra, ndr) Gualtieri”, la replica della consigliera del Pd Valeria Baglio. L’ordine del giorno respinto è stato sottoscritto dagli esponenti del centrosinistra: Federico Ascani (Ladispoli), Massimiliano Borelli (Albano Laziale), Alessio Pascucci (Cerveteri), Fulvio Proietti (Rocca Canterano), Giulio Cacciotti (Colleferro), Pierluigi Sanna (Colleferro), Valeria Baglio (Roma), Svetlana Celli (Roma).

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