Rifugiati, al via il primo corridoio umanitario diretto tra Libia e Italia

Un trasferimento di emergenza che Unhcr ha portato avanti con i ministeri dell’Interno e degli Esteri

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Riprendono i corridoi umanitari per evacuare i rifugiati dalla Libia, uno dei punti messi nero su bianco nelle conclusioni della Conferenza internazionale di Parigi per cui si è molto battuta l’Italia. Novantatré rifugiati vulnerabili sono attualmente in volo da Tripoli verso l’aeroporto di Roma Fiumicino, dove dovrebbero atterrare intorno alle 15 circa, nell’ambito di un corridoio di reinsediamento umanitario dalla Libia promosso dall’Italia con Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Ad annunciarlo è stata l’ambasciata d’Italia a Tripoli via Twitter. “E’ il primo volo dalla Libia dopo il periodo della pandemia”, commenta ad “Agenzia NovaCarlotta Sami, portavoce di Unhcr Italia.



“Si tratta di un nuovo meccanismo di evacuazione di emergenza dalla Libia verso l’Italia”, ha aggiunto Sami, ricordando come in precedenza i voli umanitari passassero attraverso Niger e Ruanda. Un trasferimento di emergenza, ha aggiunto Sami, che Unhcr ha portato avanti con i ministeri degli Esteri e dell’Interno, ma anche insieme alle organizzazioni non governative come Sant’Egidio e la Federazione delle chiese evangeliche, che ospiteranno temporaneamente i rifugiati in arrivo dalla Libia. “Abbiamo un meccanismo misto in cui verranno evacuate in tutto 500 persone che saranno accolte per alcuni mesi dalle organizzazioni dei corridoi, per poi entrare nel percorso di integrazione facendo domanda di asilo”, aggiunge Sami.

Vale la pena ricordare che al punto 25 delle conclusioni della Conferenza internazionale sulla Libia di Parigi viene esplicitamente menzionata “la ripresa dell’evacuazione umanitaria volontaria e dei voli di ritorno umanitario volontario di migranti e rifugiati fuori dalla Libia e riconosciamo la cooperazione delle autorità provvisorie libiche al riguardo”. Le parti riunite a Parigi si erano quindi impegnate “ad assistere le autorità libiche nello sviluppo di un approccio globale e di genere per affrontare la migrazione e lo spostamento forzato, in collaborazione con agenzie e programmi delle Nazioni Unite, coerente con i principi della cooperazione regionale e internazionale e in conformità con il diritto internazionale”.



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