Riprendono i negoziati tra Egitto, Sudan ed Etiopia sulla Grande diga della rinascita etiope

Lo scorso 27 marzo l'assistente del ministro degli Esteri egiziano ha ricevuto l'inviato degli Usa in Sudan

Diga Etiopia Gerd

Riprendono oggi i negoziati tra i ministri degli Esteri di Egitto, Sudan ed Etiopia riguardo alla Grande diga della rinascita etiope (Gerd). Lo scorso 27 marzo l’assistente del ministro degli Esteri egiziano, Hamdi Sanad Loza, ha ricevuto Donald Booth, l’inviato degli Stati Uniti in Sudan. Nel corso della riunione si è discusso di come rilanciare i colloqui trilaterali in fase di stallo sul riempimento e il funzionamento della Gerd con il Sudan e l’Etiopia, con l’obiettivo di raggiungere un accordo legalmente vincolante.



Il diplomatico egiziano ha sottolineato la necessità di raggiungere un accordo legalmente vincolante per il riempimento e il funzionamento di Gerd il prima possibile, prima che l’Etiopia inizi una seconda fase di riempimento a luglio. Nei giorni scorsi il governo del Sudan aveva annunciato che gli Stati Uniti e l’Unione europea sono pronti a mediare tra Egitto, Etiopia e Sudan nella disputa sulla Gerd. È quanto annunciato dal Consiglio sovrano di Khartum in un comunicato diffuso al termine dell’incontro avvenuto a Khartum tra il presidente del Consiglio sovrano, Abdel Fattah al Burhan, l’inviato speciale degli Stati Uniti in Sudan, Donald Booth, e il rappresentante dell’Ue in Sudan, Robert van den Dool. “(I delegati) hanno sottolineato la necessità di raggiungere una soluzione negoziata alla controversia sulla diga in un modo che soddisfi le tre parti”, si legge nel comunicato. “L’Etiopia deve poter godere dell’elettricità, il Sudan deve vedersi garantita la sicurezza della sua integrità territoriale e delle sue dighe e l’Egitto ottenere i suoi diritti sulle acque”, sottolinea la dichiarazione. Prima di arrivare a Khartum, Booth era volato la scorsa settimana ad Addis Abeba per incontrare il vicepremier e ministro degli Esteri etiope, Demeke Mekonnen, il quale aveva ribadito l’interesse dell’Etiopia a sostenere i colloqui mediati dall’Unione africana sotto la presidenza di turno della Repubblica democratica del Congo (Rdc).

L’Etiopia è a “buon punto” nel secondo riempimento della Grande diga della rinascita etiope (Gerd). Lo ha affermato il 2 aprile la presidente etiope, Sahle-Work Zewde, nel suo messaggio diffuso in occasione del decimo anniversario dell’inizio dei lavori di costruzione dell’opera. “Abbiamo raggiunto il primo riempimento della Gerd (nel luglio del 2020) dopo aver superato alti e bassi e siamo buon punto per il secondo riempimento”, ha detto la presidente etiope, citata dall’emittente locale “Fbc”. “Le nostre acque sono tra le principali risorse naturali di cui l’Etiopia è stata dotata e sono i pilastri dei nostri sforzi di sviluppo”, ha detto Zewde, aggiungendo che il fiume Abay (il nome con cui gli etiopi chiamano il primo tratto del Nilo Azzurro) e i suoi affluenti sono “enormi potenziali” per le riforme economiche in corso nel Paese. L’Etiopia, ha proseguito il capo dello Stato, “non è riuscita a utilizzare le risorse idriche del fiume Abay e delle sue altre risorse naturali per scopi economici per molti anni a causa delle capacità limitate e delle circostanze regionali e internazionali sebbene rappresenti i due terzi alle acque superficiali dell’Etiopia”, ha detto Zewde, aggiungendo che l’obiettivo di sviluppare i bacini del fiume risponde a una “questione di sopravvivenza e sovranità” nazionale.



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