Roma 2021: si apre ufficialmente la campagna elettorale

Gualtieri punta sul "noi", Raggi si dichiara "sindaca delle periferie"

roma raggi gualtieri

Si è aperta ufficialmente la campagna elettorale che porterà al rinnovo della carica di sindaco di Roma. Si vota il 3 e il 4 ottobre e c’è tempo fino alle 12:00 di domani per consegnare le liste e le firme necessarie a sostenere le candidature in campo. Ha usufruito dell’opportunità di sottoporre gli elenchi con i nominativi, in via preventiva, alla commissione Antimafia soltanto il Movimento 5 stelle. Per tutti gli altri, le verifiche su eventuali cosiddetti “impresentabili” si terranno nei prossimi giorni. Tra liste chiuse all’ultimo minuto e telefonate notturne da stamattina i partiti sono in fila, faldoni alla mano, per presentarsi ufficialmente alla corsa elettorale. Intanto i due principali contendenti dell’area progressista, Roberto Gualtieri per la coalizione del centrosinistra e Virginia Raggi per il Movimento 5 stelle, hanno aperto con un evento di piazza la campagna elettorale. Centro storico, piazza Bocca della Verità, per Gualtieri. Periferia est, Parco delle Balene a San Basilio, per Raggi. Il primo accompagnato dal governatore del Lazio, ed ex segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti; la seconda dal presidente del M5s nazionale, l’ex premier Giuseppe Conte. Piazza gremita e da festa quella di Gualtieri, per gli organizzatori c’erano tra le 2 mila e le 3 mila persone. Bandiere colorate con i loghi delle sette liste, palco attrezzato con amplificatori e musica in sottofondo, gazebo bianchi e la sindaca di Barcellona, Ada Colau, giunta dalla Spagna appositamente per esprimere il suo sostegno. Piazza più intima quella di Raggi: nessuna pubblicità nei giorni precedenti, alcune decine di residenti e poi consiglieri e assessori sia dal Campidoglio che dai Municipi. Il palco non c’era ma è stata sistemata una fila di gazebo. Sullo sfondo le immagini di Raggi e Conte, uno accanto all’altro, e in mezzo il logo del M5s. Su più angoli bandiere e striscioni con gli slogan “Avanti con coraggio” e “Virginia Raggi sindaca”. Giallo e arancio i colori dominanti.



Gualtieri tenterà la carta del “noi”. È questo il leit motive della sua campagna elettorale. Ci sono ancora trenta giorni per arrivare al ballottaggio contro il centrodestra (Enrico Michetti in tutti i sondaggi è dato per certo al secondo turno); ma anche per lasciarsi definitivamente alle spalle la stagione segnata dal Pd di Matteo Renzi e dalla caduta singolare della giunta di Ignazio Marino con una firma dei consiglieri davanti al notaio. “Roma non si governa con l’uomo solo al comando e abbiamo costruito una coalizione larga, per cambiare Roma bisogna essere in tanti e insieme, che prima dell’io viene il noi”, ha detto. E la coalizione è la più larga vista negli ultimi anni, dai tempi dell’ultima candidatura di Francesco Rutelli. Ne è rimasto fuori Carlo Calenda che con il suo Azione rivendica la scelta di costituire una sola lista civica Calenda sindaco. “Se ti circondi di 50 liste poi non governi”, ha sostenuto. Dentro alla civica tuttavia ci sono esponenti politici provenienti da più aree: fuoriusciti dal Pd e iscritti a Italia viva. Ma Gualtieri, rispetto alle scorse settimane, ha lasciato andare i battibecchi con il rivale. A margine dell’apertura della sua campagna elettorale, ha detto soltanto: “Siamo qui per parlare di Roma”, a chi gli chiedeva di Calenda. I sondaggi vedono un testa a testa per il secondo posto al ballottaggio Gualtieri-Raggi, con il primo in vantaggio. È tempo, quindi, per l’ex titolare del Mef di praticare il “noi” con saggezza. Così, a chi gli ha chiesto se avesse visto o sentito Conte in questi giorni, ha risposto: “Lo ho incontrato e salutato l’altro giorno alla manifestazione di solidarietà per i giornalisti aggrediti a Roma”. Rispetto a possibili convergenze al secondo turno, però, ha chiarito: “Non faremo apparentamenti ma chiederemo il sostegno al ballottaggio a tutte le romane e i romani”. Altro campo, stesso tono. Anche Conte, interpellato sull’ex ministro, ha risposto: “Gualtieri è stato un buon ministro ma Virginia Raggi ha fatto un lavoro serio e dobbiamo sostenerla” e quindi “oggi il M5s è vicino a Virginia Raggi e ne chiede il rinnovo del mandato. Lo chiede con le carte in regola. E io chiedo a tutti i candidati di parlare ai cittadini in modo chiaro. Se ci sono stati errori esaminateli. Ma abbiamo tutte le carte in regola con Virginia Raggi”.

Raggi punterà così a rispolverare temi e atmosfere del 2016, quando vinse con un plebiscito di preferenze. Ma sono lontane le piazze affollate di allora quando centinaia di attivisti gridavano “onestà, onestà” e talvolta finiva a spintoni con i giornalisti. Raggi da San Basilio ha elencato le cose fatte in cinque anni e rivendicato: “Tutto questo lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo perché a Roma noi non abbiamo rubato un euro”. Ha attaccato gli avversari. “Sento parlare gli esponenti delle altre forze politiche, loro hanno lasciato Roma piena di debiti e senza servizi” e “l’unica cosa che sanno fare è scrivere programmi ma poi non li sanno realizzare e quando rubano i soldi, rubano soldi vostri”. Conte l’ha sostenuta: “I sindaci prima di Virginia qui non si sono visti” nelle periferie “il lavoro che Raggi sta facendo serve a dare qui la presenza dello Stato”. Raggi ha sorriso. Conte ha chiesto: “Prima non le avevano viste le villette dei Casamonica?”, quelle abbattute con le ruspe. “Sì, ma ci andavano a cena”, ha scherzato la sindaca. Non è prevista, invece, al momento, una festa di apertura per il candidato del centrodestra che soltanto in settimana ha chiuso la quadra sui candidati alla presidenza del Municipio: sette sono andati a Fratelli d’Italia, cinque alla Lega, tre a Forza Italia Udc. Nessun candidato è in quota Rinascimento-Cambiamo. A margine di un incontro a Ponte Milvio, stamattina, su un eventuale apertura in festa Michetti ha spiegato: “A prescindere dalle aperture, la campagna elettorale è iniziata da un po’ di tempo. Tutti i giorni siamo sul territorio, come gli altri candidati, per conoscere i problemi delle persone e trovare il modo attraverso provvedimenti amministrativi di dare delle soluzioni”. E così sia, per i prossimi trenta giorni.



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