Roma: sfrattato il clan a Tor Bella Monaca

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Un segnale forte quello dato questa mattina dalle istituzioni ai clan malavitosi che operano su Tor Bella Monaca. Togliere un alloggio popolare occupato abusivamente ad un clan, significa arginare il suo controllo sulla piazza di spaccio. In via Santa Rita da Cascia, questa mattina sono arrivati all’alba gli addetti dell’Ater per effettuare lo sgombero di alcune palazzine nella “Torre 50”.



Per una operazione del genere, in un territorio noto come centro di spaccio della droga, dove girano con disinvoltura armi da fuoco, e che con disinvoltura vengono usate; dove si contano oltre 600 persone agli arresti domiciliari, non potevano essere impiegate meno di un centinaio tra carabinieri, poliziotti, finanzieri e uomini della polizia locale. La presenza della forza pubblica, prevista dalla prefettura che ha coordinato il blitz, è servita a dissuadere qualsiasi reazione.

Liberati in tutto 6 alloggi nella stessa palazzina. In un solo caso, la famiglia sgomberata è stata presa in carico dagli assistenti sociali di Roma Capitale. Gli altri 5 alloggi erano occupati da persone con precedenti penali e tra questi anche la famiglia di Giuseppe Moccia, considerato a capo dell’omonimo clan. L’uomo vivevano nell’alloggio con la famiglia e la madre da oltre un 30ennio. Nella lavatrice, i carabinieri hanno trovato poco meno di 30mila euro di cui il pregiudicato non ha saputo spiegarne la provenienza. Trovate anche alcune dosi di hashish che sono costate all’uomo una ulteriore denuncia.



“L’utilità di questa operazione è stata dare un segnale ai clan e ai tanti residenti onesti che abitano lì. Togliere un alloggio ad un capo clan significa che questi non può più gestire comodamente, come faceva prima, la piazza di spaccio da casa”. Lo dichiara ad Agenzia Nova Nella Converti, attivista di associazioni impegnate per la rivalutazione sociale del quartiere e candidata del Pd al Capidoglio. “Il messaggio arrivato oggi ai clan è che quella di Tor Bella Monaca non è più ‘casa loro’ e che gli abitanti di questa zona non sono più di ‘loro proprietà’ dato che i più giovani vengono adoperati come spacciatori o vedette. Però, – aggiunge Converti- l’assegnazione delle case agli aventi diritto deve essere immediata altrimenti verranno rioccupate di nuovo. Servono politiche di prevenzione e politiche sociali perchè senza, lo sforzo di oggi sarebbe inutile. Serve la presenza costante dello Stato con associazioni, lavoro, cultura, servizi”.

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