Romania: il governo del generale Ciuca entra in carica

Le priorità sono l’emergenza sanitaria da Covid-19 e la crisi energetica

Inizia l’avventura di governo in Romania del generale Nicolae Ciuca che insieme ai suoi ministri dovrà subito gestire l’emergenza sanitaria da Covid-19 e la crisi energetica che interessa il Paese. Il Parlamento di Bucarest, riunito in seduta comune, ha dato questa mattina la fiducia all’esecutivo nato dall’accordo dei due storici rivali politici: il Partito nazionale liberale (Pnl) del premier ad interim, Florin Citu, e il Partito socialdemocratico (Psd), guidato dal presidente della Camera, Marcel Ciolacu. La coalizione è inoltre formata dall’Unione nazionale dei magiari in Romania (Udmr), che rappresenta la minoranza ungherese, e dal Gruppo delle minoranze nazionali. Con il voto di oggi le due principali formazioni politiche nazionali provano così a superare lo stato di stallo che vive il Paese da settimane dopo la crisi consumata a settembre all’interno dell’ex coalizione del governo di centrodestra per via dell’uscita, non priva di polemiche, dell’Usr-Plus. Ciuca, decimo premier in 10 anni, ha davanti a sé un percorso non privo di ostacoli dal momento che dovrà trovare una sintesi tra le due forze, che si sono alternate al governo dalla fine del regime comunista fino ad oggi, e soprattutto i malumori all’interno dello stesso Pnl di cui è esponente. I socialdemocratici hanno ottenuto ministeri di peso nell’accordo con i liberali per la formazione del nuovo esecutivo. Al Psd sono andati, tra i tanti, quelli dell’Economia, Finanza, Lavoro, Salute, Agricoltura e Difesa, dicasteri impegnati sia nella gestione della pandemia che dei fondi che arriveranno nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).



Il governo Ciuca entra in carica oggi dopo che lo stesso ex ministro della Difesa aveva provato senza successo all’inizio del mese a formare una maggioranza. Tra parte degli stessi liberali serpeggia un certo malcontento nei confronti di Ciuca, ritenuto “troppo poco politico” per via della poca esperienza nell’agone pubblico. A questo si aggiunge lo storico accordo con il Psd che è stato criticato con forza dall’ex leader del Pnl, Ludovic Orban. Quest’ultimo ha annunciato che lascerà il partito in segno di protesta contro l’insolita alleanza, sottolineando la profonda rottura che si è aperta nella campagna elettorale dello scorso anno. “Ad oggi, per me, il Pnl è morto nel letto con il Psd”, ha affermato l’ex premier romeno uscito perdente al recente Congresso dei liberali dove si era ricandidato per guidare il partito contro Citu, vicino al presidente Klaus Iohannis. Il capo dello Stato ha quindi riassegnato l’incarico a Ciuca in seguito all’accordo raggiunto dai due grandi partiti che hanno concordato il principio di “rotazione” del premier: Ciuca guiderà l’esecutivo per un anno e mezzo a cui seguirà un esponente del Psd, che potrebbe essere lo stesso Ciolacu ma non è ancora stato confermato. Tuttavia, alcuni osservatori hanno espresso qualche dubbio sul fatto che il nuovo governo sopravviverà da qui al prossimo anno e mezzo dal momento che i liberali hanno dovuto accettare la spartizione dei ministeri a favore del Psd, che del resto è la prima forza in Parlamento. Inoltre, secondo gli ultimi sondaggi, i socialdemocratici sarebbero nettamente in vantaggio rispetto agli “alleati” con un consento stimato intorno al 38 per cento contro il 18 per cento del Pnl. Terza forza che emergerebbe oggi da un eventuale ritorno alle urne è l’estrema destra dell’Alleanza per l’unione dei romeni (Aur) che oggi siede all’opposizione cavalcando l’onda dei movimenti contrari alla vaccinazione anti-Covid.

La Romania intanto è alle prese con la quarta ondata di contagi con le terapie intensive quasi sature (circa 1.400 posti occupati su un totale di 1.800 disponibili in tutto il Paese) ed un tasso di mortalità tra i più alti in Europa oltre ad una campagna vaccinale ferma sotto al 40 per cento della popolazione che ha completato il ciclo. “I romeni si aspettano che forniamo stabilità e soluzioni per risolvere gli effetti della pandemia e della crisi energetica”, ha sottolineato oggi Ciuca in Aula nel suo discorso programmatico. Il futuro governo garantirà la stabilità e lo sviluppo della Romania, ha assicurato il neo capo del governo. “Ci impegniamo a fare tutto ciò che è in nostro potere per migliorare la situazione economica, sociale e sanitaria. Siamo andati oltre le cose che ci separano e abbiamo trovato le cose che ci uniscono. Garantiremo la resilienza del sistema sanitario e accelereremo la vaccinazione anti Covid. Verranno fatti investimenti in 46 ospedali e reparti attraverso il Pnrr”, ha chiarito in merito alla copresenza di liberali e socialdemocratici all’interno della compagine governativa. “Siamo determinati a porre fine alla situazione di tensione nel Paese. Stiamo elaborando un programma di governo sostenibile che garantisca il ritorno alla normalità. Il nostro obiettivo comune è modernizzare la Romania ed è per questo che destineremo il 7 per cento del Pil agli investimenti”, ha dichiarato Ciuca. Il primo ministro ha inoltre sottolineato inoltre che il suo governo non vuole lasciare indietro le zone più rurali del Paese nello sviluppo delle infrastrutture e delle reti di trasporto che nasceranno grazie al Pnrr, strettamente legato alle riforme assunte. “Il cittadino è e sarà al centro dell’agenda di governo. La sicurezza dei cittadini è una priorità. Non possiamo permetterci il lusso delle animosità politiche”, ha osservato Ciuca. Per quanto riguarda l’adesione allo spazio Schengen, Ciuca ha spiegato che resta un obiettivo strategico per il Paese. “La Nato mirerà a rafforzare il suo profilo di pilastro strategico regionale” con questo esecutivo, ha rimarcato in conclusione del suo intervento.



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