Romania: il Parlamento si riunisce per il voto di fiducia al governo Ciuca

Tutti i ministri presentati da Ciuca hanno ricevuto un parere favorevole dalle commissioni parlamentari

La Camera dei deputati e il Senato della Romania si riuniscono in seduta congiunta per il voto di fiducia al governo proposto dal primo ministro incaricato, Nicolae Ciuca. Tutti i ministri presentati da Ciuca hanno ricevuto un parere favorevole nelle audizioni di ieri dinnanzi alle commissioni parlamentari competenti, stando a quanto riferisce l’agenzia d’informazione romena “Agerpres”. Il primo ministro Ciuca presenterà il programma di governo e la squadra che comporrà il nuovo esecutivo, successivamente seguirà un dibattito e il voto di di fiducia. Secondo la Costituzione e il regolamento interno, il Parlamento concede a fiducia al governo con il voto della maggioranza dei deputati e dei senatori. Deve essere presente almeno la metà più uno dei membri di entrambe le camere dell’Assemblea legislativa. Per ottenere l’investitura ufficiale, il governo Ciuca ha bisogno del voto favorevole di 234 parlamentari. L’esecutivo di Ciuca è sostenuto dal Partito socialdemocratico (Psd), dal Partito nazionale liberale (Pnl), dall’Unione nazionale dei magiari in Romania (Udmr) e dalle minoranze nazionali, che hanno un totale di 321 senatori e deputati, il che garantisce una maggioranza confortevole per ottenere il voto del Parlamento.



L’accordo raggiunto da Pnl, Psd e Udmir prevede che il dicastero delle Finanze spetti a Adrian Caciu (Psd); mentre al ministero dei Trasporti è stato nominato Sorin Grindeanu (Psd); il ministero dello Sviluppo andrà a Cseke Attila (Udmr); quello dei Fondi europei a Dan Vilceanu (Pnl); la proposta per il dicastero dell’Economia, invece, è Marius Humelnicu (Psd), mentre per quello dell’Energia il nome è Virgil Popescu (Pnl); il ministero dell’Interno viene affidato a Lucian Bode (Pnl); per il dicastero della Giustizia il nome è quello di Catalin Predoiu (Pnl); per quanto riguarda il dicastero del Lavoro la proposta è Marius Budai (Psd); al ministero della Salute è stato nominato Alexandru Rafila (Psd); mentre a quello dell’Agricoltura Adrian Chesnoiu (Psd); il ministero della Pubblica istruzione viene affidato Sorin Cimpeanu (Pnl); il dicastero della Difesa a Vasile Dincu (Psd); e quello degli Affari esteri resta a Bogdan Aurescu (figura indipendente sostenuta dal Pnl); al ministero dell’Ambiente il nome indicato è Tanczos Barna (Udmr); mentre a quello delle Pmi, dell’Imprenditoria e del Turismo, ci sarà Daniel Cadariu (Pnl); il ministero della Cultura viene assegnato a Lucian Romascanu (Psd); quello della Digitalizzazione a Florin Roman (Pnl); e quello della Gioventù e della Famiglia a Gabriela Firea (Psd); infine il ministero dello Sport che viene assegnato Eduard Novak (Udmr).

Mentre i socialdemocratici riceveranno i ministeri di forza dal futuro esecutivo, fra cui Finanze, Economia, Trasporti, ai liberali vanno il premier, la Giustizia, i Fondi europei – dicastero importante per la gestione del Next Generation Eu – e l’Energia, oltre ai dicasteri indicati direttamente dal presidente Klaus Iohannis: Istruzione, Interni e Affari esteri. L’Udmr otterrà il ministero dello Sviluppo, dopo accese trattative con I liberali, ma anche l’Ambiente e lo Sport. Cinque degli otto ministri del Pnl sono sostenuti dal presidente Klaus Iohannis: Catalin Predoiu alla Giustizia; Lucian Bode all’Interno; Bogdan Aurescu agli Esteri; Sorin Cimpeanu all’Istruzione; e Virgil Popescu al ministero dell’Energia. Il leader del Psd, Marcel Ciolacu, ha dichiarato ieri sera, dopo la riunione dei vertici del partito, che la Romania è entrata in una nuova fase e che ha bisogno di stabilizzarsi, ma anche che i partiti della coalizione puntano a fissare il 7 per cento del Pil per gli investimenti.



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