Rosneft potrebbe iniziare ad esportare 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno

È quanto riferisce il quotidiano “Kommersant”, che cita la bozza di un documento inviato dal vicepremier con delega alle questioni energetiche, Aleksander Novak, al presidente russo, Vladimir Putin

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Il governo russo sarebbe pronto a consentire “in via sperimentale” alla compagnia energetica russa Rosneft di esportare verso l’Europa 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno in seguito alla firma di un accordo con Gazprom. È quanto riferisce il quotidiano “Kommersant”, che cita la bozza di un documento inviato dal vicepremier con delega alle questioni energetiche, Aleksander Novak, al presidente russo, Vladimir Putin. Novak propone di redigere un accordo di questo tipo attraverso il lavoro congiunto dei ministeri dell’Energia e delle Finanze: spetterà poi al presidente Putin prendere una decisione in merito, soprattutto visto che le posizioni di Gazprom e Rosneft in merito alla vicenda sono molto differenti. Secondo Gazprom, le quotazioni dei futures sul gas per il 2022 indicano come “improbabile” che i prezzi restino elevati e, di conseguenza, l’adozione di decisioni a lungo termine sulla regolamentazione delle esportazioni di gas e sulla legislazione fiscale “sulla base delle fluttuazioni a breve termine dei prezzi di mercato del gas naturale sembra irragionevole”. Inoltre, Gazprom ritiene che Rosneft acquisti volumi significativi di gas sul mercato russo per adempiere ai suoi contratti all’interno del Paese, ma allo stesso tempo vuole fornire gas per l’esportazione.



In precedenza, “Kommersant” ha scritto che l’amministratore delegato di Rosneft e segretario esecutivo della commissione presidenziale per il complesso di combustibili ed energia, Igor Sechin, ha scritto una lettera al presidente della Federazione Russa con la richiesta di consentire alla società di esportare 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Per aggirare gli ostacoli determinati dallo status di monopolista dell’export di Gazprom, Sechin avrebbe suggerito la firma di un accordo con la società russa. Secondo Rosneft, il suo accesso alle forniture di gasdotto dalla Russia aiuterà a risolvere il problema con il pieno carico dei gasdotti Nord Stream 2 e Opal, che Gazprom non può utilizzare completamente a causa delle normative previste dal Terzo pacchetto energia dell’Ue sui mercati interni dell’energia elettrica e del gas. Grazie a queste forniture di ulteriori 10 miliardi di metri cubi, si genereranno entrate di bilancio di 60 miliardi di rubli in pagamenti per la tassa di fine rapporto e 100 miliardi di rubli di dazi doganali all’esportazione, scrive il giornale russi. Altri 50 miliardi di rubli proverranno, invece, dalle imposte sul reddito e i dividendi di Rosneft.

Al momento, secondo il “Kommersant”, il ministero delle Finanze vede diversi rischi nel passaggio a lungo termine a questa modalità di esportazione a causa della volatilità del mercato, ma allo stesso tempo sostiene l’opzione visto che si tratta di una “via sperimentale”. Il ministero dello Sviluppo economico ritiene necessario analizzare i rischi sulla concorrenza per le forniture di gas, che Rosneft intende esportare nel mercato europeo, con le forniture attuali e future di Gazprom. Il Servizio federale antimonopolio, invece, sostiene l’iniziativa di Rosneft di fornire ai produttori di gas indipendenti l’accesso all’esportazione attraverso un accordo con Gazprom. Secondo il ministero dell’Energia, l’accordo nel suo insieme non contraddice la legge “Sull’esportazione del gas” e “può essere concluso direttamente tra Gazprom e Rosneft”, secondo quanto riferisce il “Kommersant”.



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