Ruanda: l’oppositore Rusesabagina giudicato colpevole per crimini legati al terrorismo

L'ex direttore d'albergo il cui ruolo nel salvare oltre mille ruandesi durante il genocidio del 1994 fu celebrato nel film "Hotel Ruanda"

Paul Rusesabagina - Ruanda

Un tribunale del Ruanda ha dichiarato colpevole di crimini legati al terrorismo l’oppositore ruandese Paul Rusesabagina, l’ex direttore d’albergo il cui ruolo nel salvare oltre mille ruandesi durante il genocidio del 1994 fu celebrato nel film “Hotel Ruanda”. Lo riferisce la stampa locale. Rusesabagina è stato arrestato nell’agosto 2020 con diversi capi di accusa, tra cui terrorismo, finanziamento del terrorismo, incendio doloso, rapimento e omicidio. Il governo ruandese ha accusato Rusesabagina di aver preso parte a presunti attacchi da parte dei ribelli del Fronte di liberazione nazionale (Fln) nel sud del Ruanda, lungo il confine con il Burundi. Ex direttore d’albergo, durante il genocidio in Ruanda del 1994 Rusesabagina usò il suo lavoro e la sua rete di contatti con la minoranza etnica hutu per proteggere i tutsi in fuga dal massacro. Subito dopo il genocidio Rusesabagina lasciò il Ruanda e prese la cittadinanza belga, tuttavia per anni ha vissuto in Texas. Il 66enne, insignito nel 2005 della medaglia presidenziale degli Stati Uniti ed altri premi per i diritti umani, è accusato in particolare di essere la mente di diversi attacchi, tra cui quello avvenuto a giugno del 2018 a Nyabimata, nel distretto di Nyaruguru, ed un altro a dicembre dello stesso anno a Nyungwe, nel distretto di Nyamagabe.



Nel film “Hotel Rwanda” (2004) si racconta di come Rusesabagina – un hutu della classe media sposato con una tutsi – abbia sfruttato la propria influenza e fatto uso di tangenti per convincere i funzionari militari a garantire la fuga a circa 1.200 persone che si erano rifugiate all’Hotel Mille Colline, a Kigali, durante il genocidio del 1994. Nel 2011 l’oppositore era stato accusato di aver finanziato la sovversione in Ruanda, ma contro di lui non era stata mossa alcuna accusa formale: l’imprenditore aveva respinto le accuse affermando che contro di lui esiste una campagna diffamatoria. Più volte in passato Rusebagina ha espresso critiche nei confronti del presidente Kagame: a giugno dello scorso anno, per esempio, accusò il governo di aver autorizzato il ricorso sistematico alla tortura per costringere il capo ribelle Callixte Nsabimana a confessare i suoi legami con gruppi terroristici. L’oppositore ha inoltre accusato il governo di Kagame di aver fatto uccidere diverse figure dell’opposizione e di aver fatto “regolarmente torturare” gli attivisti detenuti “in patria e all’estero”.

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