Russia: elezioni Duma, partito di Putin verso la riconferma ma senza eguagliare i risultati del 2016

Tra il 17 ed il 19 settembre si terranno le elezioni parlamentari per la camera bassa dell'Assemblea federale russa

Putin

Tra il 17 ed il 19 settembre andranno in scena le elezioni parlamentari per la Duma di Stato, la camera bassa dell’Assemblea federale russa, con il partito di governo Russia Unita (Edinaja Rossija) saldamente in testa ai sondaggi e proiettato verso la riconferma della maggioranza assoluta dei seggi. Per il partito di Putin il risultato appare scontato, anche alla luce della recente, ulteriore, stretta sulle opposizioni (dalla legge che identifica come “agenti stranieri” le testate giornalistiche indipendenti che ricevono finanziamenti dall’estero, al bando della rete di associazioni politiche di Aleksej Navalnyj, già condannato a due anni e otto mesi di carcere per appropriazione indebita), ma con margini di vantaggio inferiori rispetto alla scorsa tornata elettorale. Appare difficile, infatti, riconfermare i risultati del 2016 con 334 seggi conquistati su 450 ed il 54,2 per cento dei consensi, mentre nelle ultime ore, fonti vicine ai vertici di Russia Unita hanno fatto trapelare come una percentuale superiore al 40 per cento dei consensi, con l’elezione di almeno 270 deputati, sarebbe già considerato un risultato accettabile.



Più che il programma elettorale è l’indice di popolarità di Putin, il quale godrebbe ancora di un gradimento oscillante tra il 60 ed il 65 per cento, a fare da traino per il partito al governo della Russia da oltre 20 anni, che in queste elezioni si presenta più che mai come forza “riformatrice”. Le priorità in campo economico riguardano l’aumento delle retribuzioni per tutte le categorie di lavoratori, a cominciare da insegnanti, medici, personale militare, operatori del sociale e delle forze dell’ordine, oltre all’obiettivo dell’innalzamento del salario minimo, che andrebbe indicizzato al costo della vita. Inoltre, assumono grande importanza l’aumento del volume della costruzione di alloggi, con agevolazioni su base regionale per la contrazione di mutui ed un ampio piano di rinnovamento dei trasporti pubblici, soprattutto nelle sterminate regioni di Urali, Siberia ed Estremo Oriente. Vi è attenzione anche all’innalzamento dell’occupazione giovanile, al potenziamento della sanità pubblica, puntando soprattutto sulla prevenzione delle malattie e sviluppando programmi speciali di assistenza per gli anziani, nonché implementando la sanità nelle zone rurali del Paese.

Ovviamente, in quanto guidata dal cosiddetto “conservatorismo russo”, Russia Unita propone politiche di sostegno alla maternità e alle famiglie numerose, la salvaguardia dell’identità culturale e della storia della Russia attraverso un patriottismo “militante”, la difesa degli interessi dei cittadini di lingua russa all’estero ed il potenziamento delle forze armate. Per la prima volta risulta prioritario anche il tema dell’ecologia: nel programma di Russia Unita si legge infatti come sia necessario garantire l’efficace funzionamento di un moderno sistema di monitoraggio ambientale, assicurando multe per le imprese oltremodo inquinanti e liquidando le tante discariche illegali nel Paese; vi sono anche degli accenni alla transizione verso un’economia all’insegna di fonti di energia rinnovabili, ma in realtà non traspare alcuna intenzione di ridurre l’ampia dipendenza dell’economia dagli idrocarburi. Se la conquista della maggioranza assoluta dei seggi da parte di Russia non appare in discussione, traspare un’apparente rinuncia ad ogni velleità di conquista della maggioranza costituzionale, fissata a 301 seggi. Ciò mette in evidenza come i vertici del partito e dello stesso Putin, siano consapevoli delle difficoltà di Russia Unita nel fare breccia nell’elettorato e raggiungere i risultati delle precedenti tornate.



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