Russia-Mali: Mosca consegna quattro elicotteri da trasporto militare Mi-171

"Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato il presidente ad interim Assimi Goita ed il primo ministro Choguel Kokalla Maiga", si legge sul profilo Twitter della missione

Mi-171 -

La Russia ha consegnato quattro elicotteri da trasporto militare Mi-171 alle forze armate del Mali. Lo rende noto oggi l’ambasciata russa a Bamako. “Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato il presidente ad interim Assimi Goita ed il primo ministro Choguel Kokalla Maiga“, si legge sul profilo Twitter della missione. In precedenza il ministro degli Esteri maliano, Abdoulaye Diop, aveva dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa russa “Ria Novosti” che il Mali aveva bisogno della fornitura di velivoli militari russi e della formazione di personale qualificato. Dichiarazioni giunte dopo che lo scorso 11 novembre i ministri degli Esteri di Russia e Mali, Sergej Lavrov e Abdoulaye Diop, hanno ribadito la volontà di proseguire il partenariato militare tra i due Paesi, adducendo come rischio il terrorismo rafforzato dal parziale ritiro delle truppe francesi. “Ogni volta che il Mali si è trovato in situazioni difficili dalla nostra indipendenza, la Russia è sempre stata con noi”, ha detto Diop al termine dell’incontro avvenuto con l’omologo russo a Mosca. “Siamo in una situazione difficile e chiediamo ancora aiuto a questo amico in modo che possa aiutarci”, ha continuato, aggiungendo che “fino all’80 per cento” dell’equipaggiamento militare del Mali è di origine russa. Lavrov, da parte sua, ha ribadito che Mosca continuerà a fornire “attrezzature, munizioni, armamenti” e ad addestrare ufficiali del Mali in modo che Bamako possa difendersi “efficacemente” contro la minaccia terroristica.



Dopo il duplice golpe in Mali che ha prima rovesciato il presidente maliano Ibrahim Boubacar Keita, nell’agosto 2020, poi portato al potere il colonnello Assimi Goita, il Paese si è avvicinato molto alla Russia, e parallelamente si è allontanato dalla Francia. Nel giugno scorso, subito dopo il secondo golpe, Parigi ha così annunciato la riorganizzazione dell’operazione Barkhane che ha previsto la chiusura di tre basi nel nord del Paese e un rafforzamento delle operazioni intorno a Gao e Menaka, ai confini del Niger e del Burkina Faso, nell’ambito del dispositivo G5 Sahel. Questo piano prevede una riduzione del contingente dagli oltre 5 mila attuali a 2.500-3.000 unità entro il 2023. Con questo ritiro annunciato, “i terroristi si sentono sempre più a loro agio” nel nord del Mali, ha affermato Lavrov, che ha tuttavia negato qualsiasi contratto tra Bamako e la compagnia militare privata russa Wagner, possibilità che preoccupa non poco Parigi. “Nessun contratto è stato firmato in questo settore”, ha detto Diop, aggiungendo che queste accuse mirano a screditare Bamako. Secondo Lavrov, Mosca non interviene nelle attività di queste “strutture create da cittadini russi che concludono da soli i loro contratti”. Mercenari russi, in particolare del gruppo Wagner, sono stati segnalati negli ultimi anni in Siria e in Africa. Gli occidentali li accusano di servire gli interessi di Mosca, con la copertura di attività private che il Cremlino ha finora sempre negato.

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