Il re del Marocco Mohammed VI: “La nostra sovranità non è negoziabile”

Il monarca ha espresso il suo apprezzamento ai Paesi con cui il Marocco ha stretto accordi o partnership

La sovranità del Marocco sui territori del Sahara “non era, non è e non sarà mai sul tavolo dei negoziati”. A dirlo è stato il sovrano marocchino, Mohammed VI, in un discorso in occasione del 46mo anniversario della “Marcia Verde”, che nel 1975 sancì l’annessione dell’ex colonia spagnola del Sahara occidentale. “Vorrei dire a coloro che hanno atteggiamenti ambigui o ambivalenti, che il Marocco non avrà con loro alcuna transazione economica o commerciale in cui non sia compreso il Sahara marocchino”, ha sottolineato Mohammed VI, in riferimento a una recente sentenza europea che ha bocciato l’accordo commerciale che prevede l’acquisto da parte dell’Ue di prodotti (in particolare ittici) nelle acque della regione contesa sotto controllo marocchino. Al contrario, il monarca ha espresso il suo apprezzamento ai Paesi con cui il Marocco ha stretto accordi o partnership e che considerano le “province meridionali del Regno” parte integrante del territorio nazionale del Marocco. “Abbiamo partner internazionali onesti che investono, insieme al nostro settore privato, in un ambiente chiaro e trasparente, a beneficio delle popolazioni della regione”, ha affermato il re. “Grazie a questi progetti, le regioni sahariane sono diventate uno spazio aperto per lo sviluppo e per gli investimenti nazionali ed esteri”, ha sottolineato ancora Mohammed VI. La questione del Sahara non può prescindere dell’unità nazionale del Regno, ha detto il monarca, lanciando poi un monito. “Questo richiede a tutti – ciascuno nel proprio ambito di competenza – di rimanere pronti e vigili per difendere l’unità e l’integrità territoriale della nazione e per promuovere lo sviluppo e le conquiste politiche realizzate nelle nostre province meridionali”, ha detto Sua Maestà il Re. Il Monarca ha poi reso omaggio alle Forze armate reali, alla Gendarmeria reale, alle Forze di sicurezza nazionale, alle Forze ausiliari, alle autorità del governo locale e ai Servizi di emergenza “per essersi sempre mobilitati, sotto la mia guida, per difendere l’unità della patria e preservarne la sicurezza e la stabilità”.



Le parole di Mohammed VI vanno inquadrate nell’escalation della tensione con l’Algeria. La presidenza algerina, infatti, ha accusato nei giorni scorsi Rabat di aver ucciso tre camionisti algerini sulla strada che collega Nouakchott, la capitale della Mauritania, alla città algerina meridionale di Ouargla, minacciando misure ritorsive. Da parte sua, il governo marocchino ha dichiarato di non voler essere coinvolto “nelle provocazioni del suo vicino orientale, l’Algeria”. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha invitato le due parti al dialogo per frenare l’escalation di tensione degli ultimi mesi. Anche l’Italia segue da molto da vicino la questione del Sahara occidentale e auspica la ripresa dei negoziati diretti tra le parti coinvolte, anche grazie all’opera del nuovo inviato Onu, l’ex sottosegretario e viceministro degli Affari esteri Staffan de Mistura. “Abbiamo sempre sostenuto con convinzione il ruolo svolto dalle Nazioni Unite e, al riguardo, abbiamo appreso con soddisfazione la nomina del diplomatico italo-svedese Staffan de Mistura a inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite. È auspicabile che il suo impegno contribuisca, nonostante l’attuale situazione di tensione, alla ripresa dei negoziati diretti tra le parti in vista di una soluzione equa e duratura della questione, che tenga debitamente conto dei diritti del popolo saharawi”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un’intervista concessa al quotidiano algerino “El Moudjahid”.

Il Marocco controlla e governa la maggior parte del Sahara occidentale dal 1975 e rivendica la sovranità sul tratto dei territori desertici meridionali, ricchi di fosfati e di potenziali giacimenti di idrocarburi. L’annessione del Sahara occidentale al Marocco con la “Marcia verde” ha provocato una ribellione da parte del Fronte Polisario, a sua volta sostenuto dalla vicina Algeria. Le Nazioni Unite hanno negoziato un cessate il fuoco nel 1991, interrotto poi lo scorso novembre 2020. Il Fronte Polisario ha proclamato l’indipendenza della cosiddetta Repubblica democratica araba saharawi il 27 febbraio 1976. Ad oggi, tuttavia, la repubblica è riconosciuta da circa 80 paesi, ma non dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea: la metà di questi Stati hanno peraltro “congelato” il riconoscimento per diversi motivi. Al contrario, sempre più paesi riconoscono l’autorità del Marocco nell’ex colonia spagnola, come dimostra la recente apertura di un consolato degli Emirati Arabi Uniti, della Giordania e Bahrein a Laayoune.



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