Sardegna, Confindustria: no alle modifiche al Codice della strada

L'associazione degli industriali sardi chiede l'immediata soppressione e il ripristino delle norme attualmente in vigore

Aumenti dei tempi di consegna dei manufatti e aggravi dei costi di realizzazione. Sono alcune delle conseguenze che le nuove norme del Codice della strada previste dal decreto legge “trasporti e infrastrutture” comporterebbero, secondo Confindustria Sardegna, sul trasporto eccezionale e sui settori manifatturieri. L’associazione degli industriali sardi, che chiede l’immediata soppressione e il ripristino delle norme attualmente in vigore, si dice preoccupata per gli effetti negativi saranno rilevanti sui settori manifatturieri direttamente interessati (acciaio, grandi travi in calcestruzzo, blocchi di pietra) senza tutelare in alcun modo la sicurezza e l’ambiente.



“Le modifiche introdotte riducono le attuali configurazioni dei carichi per assi e per limiti di massa che rappresentano, ormai da qualche decennio, uno standard operativo e produttivo – si legge in una nota di Confindustria Sardegna -. Inoltre, genereranno aggravi di costi, perdite occupazionali e, in alcuni casi, arriveranno a determinare crisi d’impresa. Contestualmente, questi interventi avranno un impatto negativo anche sull’ambiente, poiché il moltiplicarsi delle operazioni di trasporto anche a vuoto, in conseguenza della redistribuzione dagli attuali carichi da un mezzo speciale a due o più mezzi ordinari, determinerà una maggiore congestione di traffico, oltre alla conseguente difficoltà nel reperire gli autisti”. Secondo Confindustria, inoltre, “questa modifica comporterebbe aumenti dei tempi di consegna dei manufatti e aggravi dei costi di realizzazione, già stressati dalla crescita fuori controllo dei prezzi delle materie prime, in quanto le categorie merceologiche interessate rappresentano componenti rilevanti nella costruzione di opere pubbliche”.

“Inoltre, sul piano della sicurezza, modifiche generalizzate come quelle approvate risultano inutili poiché già da tempo gli enti stradali concedono le autorizzazioni “caso per caso”, “infrastruttura per infrastruttura”, in funzione delle condizioni strutturali delle strade e delle opere d’arte” – specifica ancora l’associazione degli industriali sardi -. Da tempo Confindustria ha formulato la proposta per l’istituzione di una commissione tecnica ministeriale volta a definire percorsi nazionali e locali abilitati ai trasporti eccezionali su strada, monitorare lo stato delle infrastrutture e individuare i necessari interventi di messa in sicurezza. Ad oggi tale proposta non è stata presa in considerazione”.



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