Sardegna: rapporto Acli-Iares, cittadini sardi sfiduciati e preoccupati per la salute

E' uno dei dati che emergono dal rapporto "Termometro Sardegna condotto da Acli e Iares sulle condizioni e gli stili di vita dei sardi

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In Sardegna appena il 47 per cento dei cittadini dichiara di avere uno stato di salute buono o molto buono, una percentuale in calo del 10 per cento rispetto al 2017. E’ uno dei dati che emergono dal rapporto “Termometro Sardegna” condotto da Acli e Iares sulle condizioni e gli stili di vita dei sardi. Lo studio misura lo stato di salute dell’isola attraverso le risposte dei suoi abitanti confrontandole di anno in anno. Nel rapporto 2021 si registrano alcuni importanti cambiamenti rispetto ai dati del 2020, cambiamenti in parte positivi e in parte negativi: vengono misurati la fiducia interpersonale, la percezione dello stato di salute e la partecipazione tra i 10 parametri sottoposti ad analisi dall’istituto triestino che da alcuni anni collabora con le Acli sarde e il loro istituto di ricerca economica e sociale. Il 24 per cento degli intervistati si dichiara insoddisfatto della propria condizione finanziaria (nel 2020 erano il 23 per cento) ma sono in diminuzione rispetto all’insoddisfazione dichiarata nel 2017 quando erano il 33 per cento. Il 56 per cento dei sardi, inoltre, dichiara di non avere preoccupazioni economiche mentre il 44 per cento arriva con difficoltà a fine mese.



Soltanto il 5 per cento delle persone dichiara che la sua situazione personale è migliorata rispetto all’anno precedente: erano il 36 per cento nel 2017, mentre per il 75 per cento è rimasta invariata contro il 50 per cento del 2017. Sul dato dei comportamenti è rilevante il crollo della partecipazione al voto che si salda con la fiducia interpersonale ridotta. Solo 1 sardo su 6 (sono il 17 per cento nel 2021 contro il 62 del 2017) si fida del prossimo contro 2 su 3 del dato di soli 4 anni fa. Nello stesso tempo sono quadruplicate le persone che dichiarano di non andare a votare mai o quasi mai, nella maggior parte giovani (solo il 25 per cento, rispetto al 45 per cento del totale della popolazione, dichiara di votare sempre e il 14 per cento mai). Per ciò che attiene la soddisfazione finanziaria, si registra una sensazione di agiatezza fino ai 24 anni, poi fino ai 45 anni un tracollo, una ripresa negli anni della maturità lavorativa, di nuovo un tracollo dopo i 55 anni e infine la pensione che lascia sereni ma insoddisfatti.

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