Scambio di prigionieri Usa-Iran: Washington smentisce, è una notizia falsa

La smentita è arrivata da portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price

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Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, ha smentito la notizia secondo cui Stati Uniti e Iran avrebbero concordato uno scambio di prigionieri nell’ambito di un possibile accordo che prevede anche lo scongelamento da parte della Casa Bianca di 7 miliardi di dollari di beni dell’Iran.

“Le notizie secondo cui sarebbe stato raggiunto un accordo di scambio di prigionieri non sono veri”, ha affermato Price in una nota. “Come abbiamo detto, solleviamo sempre i casi di americani detenuti o dispersi in Iran. Non ci fermeremo finché non saremo in grado di riunirli alle loro famiglie”, ha aggiunto. In precedenza fonti citate dall’emittente televisiva statale iraniana avevano riferito che Washington sarebbe pronta a rilasciare quattro cittadini iraniani detenuti con l’accusa di aver aiutato Teheran ad aggirare l’embargo e a sbloccare asset iraniani per un totale di 7 miliardi di dollari, mentre in cambio le autorità iraniane sarebbero disposte a consegnare quattro cittadini statunitensi sospettati di spionaggio.

Secondo quanto riferito, l’amministrazione Usa non sarebbe stata disposta a sbloccare alcun asset, ma la questione sarebbe stata posta come imprescindibile dalla parte iraniana nell’ambito dei negoziati sul nucleare. I quattro cittadini statunitensi attualmente detenuti in Iran sono Baquer e Siamak Namazi, l’ambientalista Morad Tahbaz e l’uomo d’affari iraniano-statunitense Emad Shargi. Stando alle stesse fonti, le autorità del Regno Unito avrebbero inoltre concordato con Teheran il pagamento di 400 milioni di sterline per ottenere il rilascio della cittadina britannico-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe, condannata la scorsa settimana a un ulteriore anno di reclusione con l’accusa di diffondere “propaganda contro il sistema” per aver partecipato a una protesta davanti all’ambasciata iraniana a Londra nel 2009. La donna era stata già condannata a cinque anni con l’accusa di aver complottato per il rovesciamento del governo iraniano. Finora non è tuttavia giunta alcuna conferma da parte del governo di Londra.

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