Scandalo Pegasus, i deputati francesi Villani e de Rugy faranno ricorso alla magistratura

I due sono finiti nella lista delle persone spiate nel 2019 dal Marocco con il software Pegasus

pegasus

I deputati francesi Cedric Villani e François de Rugy, finiti nella lista delle persone potenzialmente spiate nel 2019 dal Marocco con il software Pegasus sviluppato dalla società di sicurezza israeliana Nso, hanno annunciato che si rivolgeranno alla magistratura. Lo scandalo Pegasus è emerso grazie a un’indagine condotta per mesi dall’organizzazione giornalistica no profit francese Forbidden Stories in collaborazione con Amnesty International. Alle ricerche hanno partecipato 16 media di vari Paesi, tra cui i quotidiani “The Washington Post”, “Sueddeutsche Zeitung”, “Le Monde” e “The Guardian”. Tra i telefoni finiti nella lista degli obiettivi dell’intelligence marocchina ci sarebbe anche quello del presidente Emmanuel Macron. “Sono scioccato”, ha detto ai microfoni dell’emittente radiotelevisiva “France info” de Rugy, che all’epoca dei fatti, avvenuti nel 2019, era ministro della Transizione ecologica. Sempre a “France info”, Villani non si è detto particolarmente “sorpreso”. È un episodio che “si inserisce nel mondo attuale n cui viviamo”, ha detto il deputato, secondo il quale ci sono delle falle della sicurezza ovunque.

Come riferito ieri da “Le Monde” anche un telefono cellulare del presidente francese, Emmanuel Macron, è stato spiato dal Marocco attraverso il software Pegasus. Secondo le informazioni raccolte, nel marzo del 2019 un agenzia dell’intelligence marocchina ha utilizzato Pegasus per spiare uno dei numeri telefonici del capo dello Stato francese. Nel mirino di Rabat anche i telefoni dell’ex premier, Edouard Philippe, e di 14 altri ministri. L’Eliseo ha commentato al quotidiano “Le Monde” l’informazione, affermando che se dovesse essere confermata sarebbe molto “grave”. Nei giorni scorsi la Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta dopo le denunce presentate da Edwy Plenel, direttore di Mediapart, e da Lenaig Bredoux, giornalista della stessa testata. Pegasus è stato utilizzato dal Marocco per controllare giornalisti ed editori marocchini, ma anche Bredoux e Plenel. In un comunicato la Procura di Parigi ha elencato di capi di accusa: “estrazione, detenzione, riproduzione e trasmissione fraudolenta di dati”, ma anche “offerta e vendita senza autorizzazione di un dispositivo tecnico che ha per obiettivo la cattura di dati informatici”.

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