Scontri a Roma: servizio d’ordine per 2 mila persone ma in piazza ce n’erano 10 mila

Si indaga ancora per indentificare altri responsabili

Roma: manifestazione contro green pass

Un servizio calibrato per gestire una manifestazione con non più di 2 mila manifestanti, quando, invece, in piazza, per esprimere il proprio dissenso contro il green pass, sono arrivati oltre 10 mila da tutta Italia. Una sproporzione enorme che, sabato scorso a Roma, ha mandato in affanno il dispositivo di sicurezza per la gestione dell’ordine pubblico con l’assalto alla sede della Cgil in corso Italia e gli scontri in prossimità del Parlamento.



Il venerdì precedente, infatti, in prefettura a Roma, si era riunito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che ha stilato un piano che prevedeva l’impiego di uomini e mezzi sufficienti per arginare un numero di manifestanti indicato dal servizio di intelligence; un numero di persone che, però, è stato stimato di 5 volte inferiore a quanti scesi realmente in piazza. Quando sono emerse le reali dimensioni della manifestazione, è cresciuto anche il numero degli operatori delle forze dell’ordine per far fronte ad una situazione diversa da quella inizialmente programmata. Dopo i primi arresti avvenuti la sera stessa degli scontri, continuano le indagini della Digos per individuare ulteriori responsabili dei disordini.

Si ipotizza che saranno decine le persone individuate e denunciate grazie alle immagini registrate dagli agenti della polizia scientifica durante le proteste. Ieri, intanto, si sono svolti gli interrogatori di garanzia per le sei persone arrestate e inscritte in uno dei due fascicoli che la procura di Roma ha aperto sulla vicenda: quella degli scontro tra forze dell’ordine e manifestanti. C’è attesa, invece, per gli interrogatori di garanzia degli altri 5 indagati arrestati iscritti nel secondo fascicolo d’inchiesta: Roberto Fiore, Giuliano Castellino e Pamela Testa, rispettivamente leader nazionale, capo romano e attivista di Forza Nuova, oltre all’ex Nar Luigi Aronica e a Biagio Passaro leader del gruppo “IoApro”. A loro la procura contesta il reato di devastazione, saccheggio e istigazione a delinquere. Al momento sono reclusi nel carcere di Napoli, forse per evitare ulteriori tensioni nella Capitale. Ieri mattina, infatti, un gruppo silenzioso di Forza Nuova si è riunito a Piazzale Clodio, davanti l’ingresso del tribunale dove, si pensava, sarebbero stati ascoltati dai magistrati i capi del movimento di estrema destra. Nei due fascicoli, a seconda delle responsabilità, rientreranno le persone identificate nel corso dell’indagine.



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